Beastly Days – Brasile 2008 : Omaggio a Felipe Massa

Il Gran Premio del Brasile del 2008 è un crocevia thrilling di emozioni, sensazioni e colpi di scena. Con questa uscita di Beastly Days abbiamo scelto la vittoria di Massa in quel, sfortunatamente clamoroso, Gran Premio.

Il personaggio: Felipe Massa è uno di quei personaggi che potresti spiegare in poche righe, ma una volta scritte ti renderesti conto di quanti omissis e cavilli avresti saltato. Approda dal Brasile all’Europa nella metà degli anni ’90 dove inizia a correre in formule minori, fino a vincere (leggi: dominare) il campionato di F3000 europeo nel 2001. Peter Sauber, fresco scopritore del talento di Kimi Raikkonen, non se lo fa sfuggire e lo ingaggia per la stagione 2002. Felipe si dimostra veloce e combattivo, ma anche tanto acerbo. Famose le sfuriate di Peter Sauber contro “Felipinho” quando durante i briefring “messaggiava” beatamente con la fidanzata del momento. Per il 2003 Peter Sauber decide che Massa non è ancora pronto per una seconda stagione e lo dirotta alla Ferrari col ruolo di test driver. In quell’anno Massa migliora tantissimo. Il ragazzo veloce ma eccessivamente esuberante, lascia spazio ad un pilota dalla guida pulita e attenta. Certo, la Sauber non è di sicuro quella degli anni migliori ma Massa riesce a non sfigurare per due stagioni consecutive nel raffronto con i più esperti compagni Fisichella prime e Villeneuve dopo. Nel 2006 arriva la grande chiamata dalla Ferrari che lo sceglie come ultimo compagno di Schumacher (versione originale non quella 2.0 vista sulla Mercedes). Felipe sfrutta al meglio l’occasione, dimostrandosi anche fedele compagno in Giappone. L’epilogo del mondiale porta il titolo a Enstone e non a Maranello, ma è chiaro a tutti che Massa è ormai un pilota completo. Lo dimostra nel 2007 dove rimane a lungo in lotta per il titolo con Alonso, Raikkonen e l’esplosivo deb Hamilton. Una volta uscito aritmeticamente, farà da scudiero a Raikkonen cedendoli anche l’importantissimo trionfo in Brasile. Il 2008 per Massa inizia male con due ritiri, per poi riprendersi e inanellare una serie di prestazioni positive. Diventa pilota di riferimento per la Ferrari al posto di un demotivato Raikkonen e sono spesso gli episodi e un equilibrio prestazionale tra tutte le macchina molto alto a tenerlo in gioco. Lui, Massa, alterna gare da campione (come in Europa e in Turchia) a gare dove non sembra neanche salito in macchina (tipo Silverstone e Monza). E’ la sfortuna però a giocare un ruolo fondamentale quando si ritira in Ungheria, da leader solitario della corsa, quando mancavano solo due giri alla fine per la rottura del motore. O a Singapore dove un disastro al pit stop (il famoso bocchettone del carburante rimasto agganciato) mentre era al comando lo fa precipitare in fondo al gruppo.

Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.