“Passo indietro Ferrari per favorire l’affidabilità” – Scalabroni a Pit Talk

L’ingegnere Enrique Scalabroni ha indicato nella volontà della Ferrari di favorire l’affidabilità la causa del risultato di Austin. Il tutto però a conseguenza di una drastica perdita di velocità.

di Francesco Svelto |

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La Ferrari è reduce dal GP degli Stati Uniti, ad Austin, dove ha conquistato un doppio podio che è, si, un risultato positivo ma che allo stesso tempo è sopraggiunto dopo una sonora sconfitta in pista subita dai rivali della Mercedes.

Mercedes ufficialmente campione costruttori per la quarta volta di seguito e Lewis Hamilton -quasi- campione del mondo piloti. A sancire questi verdetti quasi definitivi è stata la gara di domenica scorsa dove tutti abbiamo visto una Ferrari, si, competitiva ma mai in grado di contrastare la Mercedes.

La compagine di Stoccarda, soprattutto in riferimento alla vettura nr. 44, ha letteralmente dominato (abbiamo spiegato qui i probabili motivi: GP USA: ad Austin la resa tecnica della Ferrari), evidenziando una netta superiorità soprattutto sul fronte della velocità di punta, ambito nella quale è stata più di una spanna avanti ai rivali di Maranello. Sin dalle prove libere del venerdì, quando i delta tra i team toccavano quasi i 10 km/h alla speed trap, questo aspetto è risultato evidentissimo. E proprio su questo, Hamilton ha costruito il sorpasso che gli ha permesso di balzare nuovamente in testa alla gara, avendo perso la posizione di rilievo al via grazie ad una grandiosa partenza di Sebastian Vettel.

Per andare a cercare i motivi di questa manifesta inferiorità in ambito di velocità di punta e power unit, ci ha aiutati l’ing. Enrique Scalabroni, che è intervenuto ieri a Pit Talk, dove ci ha spiegato come “La Ferrari ha fatto un piccolo passo indietro per favorire l’affidabilità ma col risultato di pagare dazio in termini di velocità., C’erano infatti 7/8 km/h di differenza in velocità di punta. SI è visto anche nel modo in cui Hamilton ha superato Vettel, tutto di potenza!”

Una sorta di downgrade per la Ferrari, quindi, che dopo la batosta di Monza è apparsa desiderosa di spingere in avanti il più possibile lo sviluppo della SF70-H per provare a riprendere la testa del mondiale piloti persa proprio nell’evento brianzolo. Cosa che poi non è accaduta per i motivi che sappiamo tutti, e che possiamo riscontrare alla voce “mancanza di affidabilità”.

Un rischio che non ha pagato, quindi, ma era impossibile non tentare un assalto ad una leadership che per undici appuntamenti è stata saldamente a Maranello. Una manovra dovuta, obbligata, per onorare un progetto che è nato molto bene e che sta – comunque vada – regalando soddisfazioni che solo ad inizio marzo nessuno immaginava, neanche il tifoso più ottimista.

C’è tanto da salvare in questo 2017 della Ferrari, e ne era convinto anche il nostro ospite che ha voluto rimarcare come: “Nelle parti in cui conta il telaio la Ferrari sta andando molto bene. Domenica, tra l’altro, si è visto anche il bel lavoro di Raikkonen che ha disputato una corsa molto importante!”

Il telaio, un punto fermo da cui ripartire in vista del prossimo anno e su cui dovrà essere montato un blocco propulsivo finalmente all’altezza di chi domenica, non per fortuna, ha festeggiato il quarto mondiale consecutivo, il 100% delle vittorie iridate da quando siamo entrati nell’era turbo-ibrida.

Francesco Svelto


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Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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