GP Giappone: Suzuka, l’ottovolante del Circus

A una settimana dal Gran Premio della Malesia, il Circus della Formula 1 si trasferisce in Giappone, sullo storico circuito di Suzuka di proprietà della Honda. Un tracciato caratterizzato da un primo tratto misto (curve 2-6) inserite in un saliscendi che mette a dura prova la meccanica delle monoposto, seguite da un primo tratto veloce che comprende le curve Dunlop e Denger (7 e 8), per poi arrivare – dopo aver percorso una curva a 90 gradi (la 9) al tornante numero 11.

Da qui un’altra accelerazione verso la Spoon Curve (13-14) che im mette sull’allungo che porta alla Casio Triangle Chicane (16-17) per poi reimmettersi sul rettilineo d’arrivo. Un tracciato difficile, tecnico e molto veloce allo steso tempo, in cui le medie superano i 200 km/h nonostante la presenza di frenate e accelerazioni e il tratto lento iniziale.

In fondo all’articolo sono presenti anche gli orari di copertura tv dell’evento. 

Il Gran Premio del Giappone, che nasce nel 1976 proprio nell’anno in cui Niki Lauda si ritira a causa del violento nubifragio abbattutosi sul Monte Fuji, si è svolto su quel tracciato anche nell’edizione successiva, quella in cui Gilles Villeneuve, all’esordio in Ferrari, innescò una carambola con la Tyrrell di Ronnie Peterson e dopo una pericolosa serie di piroette uccise un commissario e un fotografo, ferendo una decina di spettatori. Da quell’edizione, vinta da James Hunt, la corsa non si svolse più per 10 anni esatti, quando tornerà appunto sul circuito di Suzuka. Fatta salva una doppia parentesi, quella del ritorno al Fuji, nel 2007 e 2008, quando vinsero rispettivamente Lewis Hamilton e Fernando Alonso. Una gara la cui storia, come detto, inizia nel 1987, con Berger che ottiene la sua prima vittoria con la Ferrari, mentre dal 1988 al 1990 va in scena l’epico duello tra Ayrton Senna e Alain Prost, prima con la vittoria del brasiliano che gli consegna il primo dei suoi tre titoli iridati.

Poi, nelle due edizioni successive, ecco che si verificano due degli episodi più famosi della storia della Formula 1, vale a dire i due scontri ravvicinati tra i due fuoriclasse del volante: il primo quando entrambi erano ancora insieme alla McLaren alla Triangle Chicane, episodio che ha scatenato una lunghissima scia di polemiche condite dalla squalifica (poi revocata) di Senna per 6 mesi. Il brasiliano e il francese, che se ne va alla Ferrari sbattendo la porta della McLaren, si scontrano di nuovo l’anno dopo, e stavolta al via, quando Senna sembra vendicarsi di quanto accaduto l’anno prima e va a picchiare contro la Ferrari del Professore, costringendo entrambi al ritiro. Risultato: secondo titolo per il brasiliano e seconda vittoria consecutiva in Giappone per la Benetton, che quasi non crede a quello che sta accadendo e vince prima con Nannini e poi con Piquet. La gioia più bella, però, per il Costruttore italiano arriva 4 anni più tardi.

Cristian Buttazzoni

“Life is about passions. Thank you for sharing mine”. (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)