Flop Ferrari a Suzuka: Riaffiorano vecchie abitudini

di Renato Ronco

La delusione odierna per i ferraristi, ma non solo, ma anche per gli sportivi “veri”, quelli che amano lo sport automobilistico come passione pura, agonistica fra uomini e tecnici, fra piloti e macchine del più alto livello mondiale, la delusione. dicevamo, è stata grande.

Uno spettacolo annunciato, un duello atteso è svanito nei pochi minuti prima del via, quando è emerso il calo di potenza della Ferrari di Sebastian Vettel, inutilmente aggredita dai meccanici del team. Si è capito subito che non c’era sta soluzione. Ancor prima del via. E poi subito ai primi metri dopo lo start.
E sulle tribune di Suzuka come nelle case degli spettatori è crollata la speranza.
Dopo il crash multiplo di Singapore e le retrocessioni in griglia ( per guasto) di Vettel ed il ritiro di Raikkonen ( guasto), il flop di Suzuka è stata una vera doccia fredda per tutti: piloti, team, tifosi ed appassionati.
M a quel che lascia ancor più sgomenti sono le motivazioni dichiarate dai responsabili del team della Rossa sulle cause scatenanti: una candela difettosa!!! L’ultima che ricordo fu una candela sulla Topolino A di mio padre nel 1953. Il motore singhiozzava un po’ ma con 3 adulti e due bambini a bordo la Topolino riuscì a portarci da Bordighera fino a Ceva dove un giovane meccanico sistemò la magagna in 5 minuti. O peggio ancora abbiamo sentito parlare di una bobina capricciosa !! Ma con tutta l’elettronica quasi spaziale di una F1 odierna già sorprende che ci sia una bobina ma che da qui si possa precipitare all’inferno mi sembra troppo.
Purtroppo riaffiorano vecchie abitudini. I più anziani ricorderanno che in molte fasi di anni bui per la Ferrari c’era sempre la storiella del pezzettino da 200 lire che aveva messo in crisi il colosso di F 1.
Ed in questa storiella forse potremmo inserire anche i guasti ai condotti dei turbo della gara malese: sempre difetto di fornitura. Che strano: alle altre squadre capita ogni tanto il guasto, la rottura ma nessuna parla mai di fornitura farlocca,o di componente da pochi euro che mette in crisi il Moloch .
E poi finiamola di osannare le “mirabolanti rimonte” da ultimo a quarto di Vettel in Malesia, o da 15° ( dov s’era cacciato ) a 5° di Raikkonen a Suzuka: tenuto conto del valore ( scarso ) dei comprimari della F.1 odierna,a parte Mercedes, Red Bull e Ferrari appunto, quelle rimonte per due campioni del mondo su di una rossa di Maranello sono il minimo sindacale che si può e si deve pretendere.
A Campionato ormai sfumato ( siamo realisti, su ! ) non resta che sperare in qualche vittoria di riscatto nei 4 GP rimanenti ed in uno stimolo forte per il 2018.
E se qualche uomo della Ferrari leggerà queste note pensi a come avrebbe reagito Enzo Ferrari: si arrabbiava ma apprezzava con onestà le critiche oneste.

di Renato Ronco 

Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963