Beastly Days – Giappone 2005 : Il capolavoro di Raikkonen

Il circuito di Suzuka, ospitante il Gran Premio del Giappone, è stato teatro di imprese sportive e scenario di eventi cruciali nella storia della Formula 1. L’edizione del 2005 ha regalato a Kimi Raikkonen la vittoria più bella sua carriera.

Il personaggio: Forse il Raikkonen più forte mai visto quello del 2005. Un pilota dal talento cristallino che a 26 anni insegue ancora un titolo mondiale sfuggitoli per colpe, spesso, non sue. Un pilota arrivato in F1 da 4 anni dopo un debutto esplosivo con la Sauber motorizzata Ferrari nel 2001, e una stagione piena di alti e con pochissimi bassi. Dopo, viene stra-pagato dalla Mclaren che lo vuole ad ogni costo. Da li in poi, in teoria, doveva essere tutto in discesa per lui. Un team vincente, con budget ed esperienza esorbitanti che, accomunati al suo talento, avrebbero dovuto vincere tanto. Invece, come spesso accade nello sport, quello che pare scontato alla fine non si realizza. Nel 2002 è la Mclaren Mp4\17 a deludere; poi nel 2003 dovrebbe esserci l’ Mp4\18 che, però, non si fa vedere se non in sporadici test invernali. Motivo? carica di problemi e pericolosa. In quell’anno Kimi però riesce a sfiorare il titolo con la versione aggiornata (versione D) della Mp4\17. Tantissima roba. Nel 2004 la Mp4\19 vola ma è fragile e trova la quadra solo a mondiale già accasato a Maranello. Nel 2005 la Bridgestone, praticamente unico fornitore Ferrari, sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare con i regolamenti e potrebbe davvero essere l’anno di Kimi. Peccato che contro di lui si mettono la Renault con i devastante (e in taluni casi fin troppo fortunato) Alonso e una sfiga clamorosa che s’innamora follemente di Raikkonen fino a stalkerarlo pesantemente per tutta la stagione. Al Nurburgring è una sospensione alla prima curva dell’ultimo giro mentre a Imola e Hockenheim è il motore. Ovviamente sempre quando si è tranquillamente in testa. Per non parlare poi di tutte le posizioni perse in griglia per sostituzioni di componenti. Insomma, per farla breve, ad Interlagos Alonso si laurea come più giovane campione del mondo nel storia della Formula 1 (prima dell’arrivo di Hamilton e Vettel) proprio davanti a Raikkonen. Si arriva a Suzuka con solo il costruttori da assegnare e un Raikkonen che da perdere, ora, non ha proprio più niente.

Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.