Shadow, una lunga avventura in Formula 1 firmata Dan Nichols


Per questo, Southgate pensa già alla nuova arma, la DN8, completamente diversa rispetto alle sue antesignane, con un telaio monoscocca ribassato, radiatori a griglia e il sistema di raffreddamento dell’olio posizionato nel musetto. Un concetto rivoluzionario che ancora una volta sorprende tutti. Infatti, nonostante l’uscita di scena della UOP e la conseguente riduzione del budget a disposizione, ritardando il debutto della nuova creatura di Southgate, la Shadow stupisce ancora qualificandosi al terzo posto nella sua prima gara assoluta, il Gran Premio d’Olanda del 1976. Ma ancora una volta il destino è in agguato, e ancora una volta il teatro è il Sudafrica. Kyalami è la pista dove esordisce con la vettura americana Renzo Zorzi, sopraggiunto ad affiancare Pryce, e proprio lui sarà suo malgrado il protagonista di una delle tragedie più assurde della storia. Zorzi ha un problema al motore nel corso del 22. giro e si ferma ai lati della pista e i commissari intervengono, allertati dal principio di incendio che si stava sviluppando sulla Shadow dell’italiano. Due steward irrompono in mezzo alla pista, cogliendo di sorpresa Hans-Joachim Stuck e Tom Pryce; il tedesco evita il primo, mentre Pryce entra in contatto con il secondo, centra in pieno l’estintore che gli travolge il casco. L’inglese muore sul colpo, quasi decapitato, Nichols e Southgate sono spiazzati, stavolta la loro creatura non c’entra nulla, ma tra i due inizia a consumarsi una sottile guerra, che inizia con la partenza di Southgate verso la Lotus, per poi tornare alla Shadow, ma intanto la stagione prosegue.


 


E a risollevare il morale delle truppe ci pensa Alan Jones, che prende la strada verso l’America e diventa il nuovo pilota di punta della Shadow, con il secondo volante che cambia praticamente a ogni gara, per poi optare su Riccardo Patrese. La risalita è netta e repentina, tanto che iniziano ad arrivare i primi punti, ma il risultato più sorprendente arriva a Zeltweg, dove Jones grazie an un dominio netto ma a sorpresa, sfruttando anche le condizioni meteo, va a vincere beffando tutti sin dalle prime tornate infliggendo 20 secondi di distacco a Lauda. E’ l’apoteosi per Nichols, la conferma del talento di Southgate, ma anche della caparbietà di Jones, che coglierà di sorpresa anche gli organizzatori che, al posto dell’inno australiano, fanno suonare “Happy Birthday” perché non avevano la registrazione del suo inno per la cerimonia del podio! Dopo tanto dolore, tanti drammi e tante liti intestine, finalmente la Shadow ritrova il sorriso, assaporando per la prima e unica volta il piacere dello champagne, in una one-off che porterà nel finale di stagione la scuderia di Nichols a chiudere in bellezza, con un altro podio a Montreal.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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