Alesi e Monza, 5 anni di amore

La delusione più grande. Ma il 1995, se possibile, la delusione di Alesi è ancora più cocente. Il francese si presenta a Monza forte della vittoria di Montreal e dopo aver pregustato la gioia del possibile bis a Spa, sfumato dopo soli 4 giri. A Maranello si respira già aria di nuovo, via Alesi e Berger e dentro Schumacher e Irvine, con Niki Lauda che lascia il ruolo di consulente. Una cosa che ai tifosi della Rossa non va giù (anche se l’anno dopo si ricrederanno), visto che per loro il vero eroe è Alesi, l’ultimo 27 rosso, uno che viene accerchiato dalla folla dei tifosi anche quando le cose non sono rosee. “100 Schumacher non valgono un Alesi!”, questo quello che scrissero i tifosi accorsi in massa per dare l’ultimo omaggio a un pilota che ha Risultato immagine per alesi monza 1995scelto le ragioni del cuore invece che quelle dei possibili trionfi. La moglie Kumiko, in automobile con lui mentre andavano insieme in albergo, si mette a piangere vedendo quell’entusiasmo e lui gli rispose: “Vedi? Questo è quello che ho vissuto per 5 anni” e lei a questo punto lo incoraggia: “Vinci per loro!“, ma sarà nulla di più che un bellissimo sogno. Jean non arriva a Monza da protagonista annunciato, anzi forse disputa la sua seconda peggiore qualifica da quando è arrivato alla Ferrari (quinto), con la scena che viene rubata dal compagno di squadra Berger (terzo in griglia), abilissimo sia nel primo che nel secondo via a superare Schumacher, mettendosi in lizza per conquistare una bella vittoria. Prima dell’interruzione, infatti, è in testa, approfittando del forfait di Coulthard, mentre nel secondo deve accodarsi allo scozzese che ha ripreso il via. Jean deve accodarsi alla coppia più chiacchierata del momento, Schumacher e Hill, e così come Berger deve attendere gli eventi. La curva magica per la Ferrari è la Variante della Roggia,  dove prima va in testacoda Coulthard, aprendo la strada a Berger, e poi vede l’incredibile contatto tra Schumacher e Hill, pressati da Alesi, con l’inglese che ripete il clamoroso errore di Silverstone. E’ doppietta Ferrari, Berger davanti ad Alesi, un momento da sogno per una Rossa che stava ormai per lasciare spazio al nuovo corso ma che ci teneva a salutare nel migliore dei modi il Risultato immagine per alesi berger monza 1995proprio pubblico. L’urlo dei due V12 riempie le tribune di Monza e il rombo si farà ancora più assordante quando, dopo la girandola dei pit-stop, Alesi sarà lì, in testa seguito a pochi decimi da Berger. Una scena che tutti i ferraristi aspettavano dall’anno prima e sono in visibilio. Ma in un attimo si passa dalla festa al dramma. Una telecamera, quella montata sull’alettone posteriore della numero 27, si stacca e si infila nel portamozzo del freno posteriore destro, prima di scagliarsi contro la gemella numero 28. Teatro, ancora una volta, la Variante della Roggia, che così come ha dato la fortuna ai ferraristi la toglie in un battito di ciglia. Berger alza il braccio e si ritira subito, mentre l’agonia di Alesi dura ancora pochi giri, dalla testa della corsa al ritiro. Entra ai box, spera di ripartire ma la diagnosi nefasta è immediata, il cerchio posteriore destro è bruciato, il freno pure. Jean scende sc0nsolato, sono lontani i gesti di rabbia dell’anno prima, e va sotto il muretto, piangendo tra le braccia di Jean Todt. Poco dopo si alza per salutare il pubblico che gli tributa un’ovazione, mentre Johnny Herbert si regala il secondo successo stagionale, l’ottavo per la trionfale annata della Benetton. “Magico Jean ritenta”, scriveranno i tifosi ferraristi, ma purtroppo non sarà con la Ferrari. La Rossa vincerà senza di lui e lui raccoglierà altri risultati di prestigio senza la Ferrari, ma con un’altra monoposto italiana, proprio la Benetton.

Risultato immagine per alesi monza 1996L’anno del riscatto. Nel 1996, la Benetton si presenta a Monza con Alesi sempre affiancato a Berger, a cementare un rapporto di amicizia che va ben oltre il semplice aspetto professionale. Jean in qualifica non impressiona, visto che è sesto alle spalle anche delle due McLaren. Ma lui sa benissimo che Monza nasconde qualcosa di speciale: l’atmosfera, che lo galvanizza a tal punto di mettere in mostra la sua fama di mago delle partenze. E, incredibile ma vero, allo spegnersi dei semafori rossi la B196 del francese si trova catapultata in testa seguito da Hill, che lo sopravanza mezza tornata più tardi. Il francese però è in stato di grazia e aspetta le mosse del candidato al titolo mondiale. Hill inizia ad accumulare un discreto vantaggio poi, però, inspiegabilmente, si gira aprendo la strada alla cavalcata solitaria del francese. Alesi viene però raggiunto da Michael Schumacher. Il duello tra i due infiamma il pubblico monzese, anche se si tramuta in un inseguimento fino al momento del pit-stop. Jean entra per primo, mentre Michael rimane fuori e, liberatosi del tappo della Benetton, inizia a spingere come un martello, prendendosi un margine di sicurezza sul francese, che al momento del pit-stop lo fa andare in testa con ampio distacco. Il pubblico esplode, Michael traghetta la Ferrari verso il 1997, ma il trionfo è anche di Jean Alesi, che finalmente dimentica i guai delle due stagioni precedenti e sale sul secondo gradino del podio, con un briciolo di amarezza. Infatti, dirà che in quel momento ha invidiato Schumacher più di qualsiasi altra occasione. Su quel gradino e con quella tuta lui avrebbe meritato di salirci più volte, ma purtroppo la sorte non è stata benevola. Ma Jean è felice lo stesso, ha ritrovato il suo pubblico e la sua Monza, che l’anno dopo gli riserverà un’altra bellissima sorpresa.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)