Beastly Days : Monza 2002 – Barrichello sugli allori

Dopo quel giorno glorioso: Con quella vittoria, Rubens Barrichello si mise in tasca il secondo posto nel mondiale di F1. Risultato che sarà replicato nel 2004 ma con solo due vittorie contro le quattro di quell’indimenticabile 2002. Due saranno anche le vittorie nel 2003. Poche, vero, ma importantissime in chiave mondiale, sopratutto quella che in Giappone consegnerà a Schumacher il sesto titolo mondiale.  Dopo un 2005 carico di polemiche, Barrichello lascerà la Ferrari per accasarsi alla Honda. Escluso il primo anno, gli altri due saranno un totale disastro con il podio fortunoso di Silverstone 2008 come miglior risultato. Diventa protagonista del miracolo della BrawnGP nel 2009 che sembra dar nuova linfa alla sua carriera. Torna a vincere a Valencia e proprio a Monza, per la terza volta in carriera. Ma tutto ciò, come prevedibile, non basta per salvare il posto. Passa alla Williams per due stagioni dove chiude la carriera, a fine 2011, senza acuti ma con gare comunque di buono spessore tecnico.

Un pilota onesto verrebbe da dire. Non un fenomeno, non un fulmine di guerra ma capace di sprazzi da vero fuoriclasse. Un paperino incostante di prestazioni, che alternava annate molto positive a periodi dove sembrava capitato li per caso. Barrichello non è stato solo un secondo pilota modesto, ma probabilmente la miglior seconda guida nella storia della F1. Uno che, forse, se qualcuno ci avesse scommesso realmente sopra, qualcosina in più l’avrebbe vinto.

 



Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.