F1 | Ritratti: René Arnoux, simpatico e sfortunato guastafeste

René, Enzo e… Michele –  L’annuncio viene dato prima della gara di Monza, dove Arnoux torna finalmente al successo, salutato da un gigantesco bagno di folla che segna il ritorno alla speranza dopo quel 1982 segnato da tante, troppe disgrazie e da un titolo piloti perso a vantaggio di Keke Rosberg. Arnoux però deve fare i conti con Enzo Ferrari e con l’esigente popolo rosso, che non gli perdonerà il brutto avvio di stagione, ma come sempre la sorte toglie e regala fortuna, regalando alla Ferrari il riscatto su piste che l’anno prima avevano significato tragedie; è il caso di Hockenheim, dove Arnoux conquista la pole position e domina dall’inizio alla fine, salvo la sosta per il cambio gomme. E dopo un secondo posto in Austria, ecco la splendida doppietta di Zandvoort, dove il clamoroso errore dell’ex-compagno e rivale Prost consegna ad Arnoux la vittoria davanti a Tambay.

A Monza, però, arriva un altro annuncio che cambierà i destini del francese: la Ferrari ingaggia Michele Alboreto e l’italiano, grazie ai suoi risultati, sarà protagonista della stagione 1984. In quell’anno Arnoux non brilla, anche se la prima parte di stagione sembra sorridergli: podio a Zolder (dove Alboreto riporta la Rossa alla vittoria dopo la tragedia di Villeneuve), a Imola e a Monaco, dove arriva alle spalle di Prost e Senna nella gara del diluvio e delle polemiche su Jacky Ickx, nonostante un testacoda. Ma le prestazioni di Alboreto sono superiori e il milanese inizia a farsi valere all’interno del box, spalleggiato da Ferrari che critica il compagno di squadra in modo anche piuttosto esplicito (in un’occasione, ai box, lo schernì esclamando: “che bravo, ha chiesto ad Alboreto come affrontare una curva!”) a fronte dei giudizi negativi del francese sulla monoposto. I due chiuderanno con un disavanzo di 3 punti l’uno dall’altro; un sostanziale pareggio con il quale Alboreto si presenta al via della stagione 1985 ben deciso a recitare un ruolo da primattore. Ferrari però concede il rinnovo del contratto ad Arnoux nella stagione successiva, con i due che useranno la nuova, fantastica, 156/85. In Brasile Alboreto è un fulmine, va in pole, infiamma il popolo ferrarista, mentre Arnoux è indietro, molto indietro. Sesto a 1″8, 4 decimi da Prost che lo affianca. Sarà proprio il Professore a vincere quella gara, con Alboreto che giunge secondo e Arnoux quarto. Un buon risultato… per tutti, ma non per i forti appetiti di Enzo Ferrari, che puntava deciso al Mondiale e non aspettava occasione migliore per licenziare in tronco Arnoux, che nemmeno protesta. Sul suo licenziamento ci sono delle fitte nubi, si parla di un incidente sugli sci o di altro tipo di ragioni, ma il mistero rimane tuttora.

Risultato immagine per rene arnouxFatto sta che René salta tutta la stagione e da quella successiva si schiera in griglia con la Ligier, con la quale corre le ultime 4 stagioni della sua carriera. Nella prima, riparte da dove aveva terminato, ovverosia un quarto posto, per poi giungere a punti in altre gare, sfiorando il podio a Silverstone, ma senza reggere il confronto con Jacques Laffite, che giunge due volte a podio. Ma dall’incidente di quest’ultimo, a Brands Hatch, la Ligier entra in crisi di risultati e per Arnoux, che chiude comunque tutte le stagioni con almeno un punto, si profila un mesto addio dalla Formula 1, arrivato nel Risultato immagine per rene arnoux 312 t41989. Ci ritornerà, qualche anno più tardi, da telecronista al fianco di Gianfranco Mazzoni per la Rai per le prime gare della stagione 1997. Sempre con la battuta pronta, sempre spigliato, ma sempre competente; un vero gentleman sia in pista che fuori, ma con quel pizzico di ironia che lo ha reso un pilota comunque amato e rispettato dai colleghi e dagli addetti ai lavori. Un pilota che, per  le sue capacità, avrebbe sicuramente meritato molto di più dei risultati che ha effettivamente ottenuto. Uomo legatissimo all’Italia che lo ha cresciuto e alla Ferrari in particolare, visto che ha sempre partecipato alle celebrazioni del Cavallino (come quella per il 60. anniversario dalla fondazione), in particolare una: l’inaugurazione della Casa Museo di Enzo Ferrari, salendo a bordo della 312 T4 dell’indimenticato Gilles Villeneuve. Proprio quella vettura che René prese a ruotate a Digione, nel duello che li consegna alla leggenda. E se Enzo Ferrari voleva bene al canadese, gli italiani, la Ferrari e i tifosi della Formula 1 in genere hanno voluto bene anche a lui.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)