F1 | Quale futuro per la Sauber dopo l’addio a Honda?

Tra l’addio alla Honda e l’arrivo di Vasseur, la Sauber si prepara a una rivoluzione.

Il venticello è diventato una tempesta. A partire dalle dimissioni di Monisha Kaltenborn, un turbine di novità ha travolto la scuderia elvetica. Andiamo per ordine.

Nel 2016, la Sauber era sommersa dai debiti. Per salvare la scuderia, l’allora team principal Kaltenborn ha cominciato a cercare investitori. Dopo mesi di ricerche, una cordata di imprenditori svedesi legati a Marcus Ericsson hanno rilevato la Sauber. E’ la fine di un’epoca, quella di Peter Sauber al comando della sua scuderia.

Prima del GP d’Azerbaijan, poche settimane fa, un fulmine a ciel sereno. Monisha Kaltenborn lascia la Sauber. Dopo qualche giorno emerge che la ragione dell’addio sarebbe imputabile a divergenze con i nuovi vertici societari. I piloti, Wehrlein e Ericsson, restano sconvolti.

Dopo il GP d’Austria, il fulmine diventa un temporale. Emergono indiscrezioni di una rescissione del contratto tra Sauber e Honda, che avrebbe dovuto fornire i motori al team svizzero dal 2018. La trattativa era stata portata avanti dalla Kaltenborn, che contava su una fornitura gratuita dei propulsori.

Infine, la notizia più recente. Dopo settimane di limbo, Frédéric Vasseur è stato nominato nuovo team principal della Sauber. Ora, dopo aver riportato i fatti, cerchiamo di analizzare quanto accaduto e quali possono essere gli scenari futuri.

L’addio della Kaltenborn è stato dovuto a divergenze insormontabili con la nuova società. Ognuno la vedeva a suo modo, e non c’è stato modo di trovare un compromesso. La possibile rescissione del contratto con Honda chiarifica la situazione. La Kaltenborn ha cercato un accordo con la casa giapponese, per alleggerire le spese della squadra. La nuova dirigenza, tuttavia, deve aver pensato che la Honda non possa garantire prestazioni adeguate.

Già ora coi motori Ferrari 2016 la Sauber arranca, con gli Honda la situazione precipiterebbe. Questo dev’essere stato il loro pensiero.

C’è un’altra ragione per cui la Kaltenborn potrebbe aver lasciato. La dirigenza, avendo sponsorizzato Ericsson, vorrebbe che il pilota svedese fosse considerato primo pilota, a scapito di Wehrlein. Alla manager anglo-indiana questo non sarebbe andato giù.

C’è infine da registrare l’arrivo di Vasseur. Il francese era in forze alla Renault fino a pochi mesi fa, prima che Abiteboul avesse la meglio. Ora l’esperto manager transalpino potrebbe guidare la squadra verso una fornitura Mercedes, considerati i buoni rapporti con Toto Wolff e la presenza di Wehrlein, pilota Mercedes. Non è da escludere del tutto una prosecuzione del rapporto con Ferrari, magari insieme all’arrivo di un pilota della Driver Academy.

L’opinione di chi scrive è che la Kaltenborn abbia pagato una gestione non proprio lungimirante del team. Nel 2012 la Sauber andava spesso a podio con Perez e Kobayashi; ora naviga in fondo al gruppo. Per non parlare del debito accumulato sotto la sua gestione. Ora da un lato la nuova società potrà fornire capitali freschi in modo da poter investire di più. Dall’altro, la guida esperta di Vasseur sarà utile alla Sauber per cercare di risalire la china, e tornare a lottare per i punti. Come accadeva fino a pochi anni fa.

 


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Marco Bottamini

Seguo la F1 dal 2000, GP di Suzuka... Da allora, il mio amore per la regina del motorsport è diventato indissolubile. Ogni domenica è un rito, un brivido, un'emozione, sull'onda della velocità.

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