Beastly Days: Silverstone 1995, il trionfo di Herbert

Dopo la gara – Coulthard e Herbert iniziano così la loro ascesa ai piani alti dell’automobilismo: i due, in quel 1995, coglieranno un’altra vittoria a testa, con l’inglese che vincerà a Monza, ancora una volta teatro di uno scontro tra Schumacher e Hill, mentre Coulthard si imporrà nella gara successiva all’Estoril, iniziando così la sua ascesa alle zone alte della classifica. Già, perché l’anno successivo lo scozzese vivrà il momento più importante della sua carriera, passando alla McLaren, dove incontrerà ancora una volta Adrian Newey e sfiorerà il titolo mondiale nel 2001 dopo aver fatto da scudiero a Mika Hakkinen (ex-compagno proprio di Herbert); non solo, lo scozzese e l’inglese si incontreranno anche alla Red Bull, dove soprattutto grazie a Sebastian Vettel ci sarà spazio per un’altra serie di successi. Herbert, invece, ci metterà qualche anno a tornare in testa alla classifica di un Gran Premio, quando cioè  dopo un’esperienza alla Sauber accetta la sfida della Stewart, che di lì a poco sarebbe diventata Jaguar e poi, manco a dirlo, Red Bull. Un ideale passaggio di testimone tra due piloti che da giovani più o meno inesperti sono diventati degli ottimi piloti; definirli campioni potrebbe risultare eccessivo, ma si tratta di due piloti che le loro pagine di storia le hanno scritte.  Ma quella prima straordinaria vittoria di Herbert è la più bella delle conferme del potenziale assoluto della Benetton, che ormai si dimostra in grado di reggere il confronto con la Williams, che sulla carta pareva seriamente candidata al titolo, e di batterla. Ed è anche la clamorosa smentita dell’affermazione per la quale era in grado di vincere solo con Schumacher, regalando al genio di Briatore un’altra splendida vittoria, seguendo il motto del suo idolo Muhammed Ali, “vola come una farfalla. pungi come un’ape”. Mai frase fu più azzeccata, in questa gara bestiale, a coronamento di una carriera fatta di grandi sacrifici e anche grandi spaventi, come l’incidente che poteva compromettergli seriamente la carriera. E lui, il compagno di squadra più anziano di Schumacher, ha sollo dovuto spettare il momento propizio per raggiungere un successo quanto mai inatteso, ma non per questo meno prezioso.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)