Wow Gilles: il mito di Villeneuve è più vivo che mai

WOW Gilles! Villeneuve, il mito che non muore. Una bellissima mostra allo Spazio Oberdan a Milano, con foto esclusive di Ercole Colombo e narrazioni di Giorgio Terruzzi.

di Giulio Scaccia

Dal 21 aprile al 16 luglio 2017, allo Spazio Oberdan di Milano, la mostra Wow, Gilles! curata da Ercole Colombo e Giorgio Terruzzi, organizzata da ViDi, con il patrocinio di ACI Milano.

La mostra che vi raccontiamo ripercorre la storia umana e sportiva di Gilles Villeneuve, attraverso oltre 170 fotografie di Ercole Colombo e il racconto di Giorgio Terruzzi. Un grande fotografo, che ha percorso più di 45 anni di Formula 1 e una splendida penna, che da anni racconta il Motorsport con sapienza.

Il percorso espositivo infatti segue un doppio canale, in cui alle immagini di Colombo fanno da supporto i testi di Terruzzi che accompagnano il visitatore lungo la vicenda biografica di Villeneuve.

La rassegna è arricchita da alcune immagini provenienti dal Museo Villeneuve di Berthierville in Canada e dal motore della Ferrari 126CK Turbo del 1981, vincitrice a Montecarlo e in Spagna, oltre a una sezione con altri oggetti legati al mito di Villeneuve.

Il racconto prende avvio dal 1950, anno della nascita di Gilles, ripercorre i suoi esordi, la prima gara a Silverstone nel 1977 con una McLaren, il primo incontro con Enzo Ferrari ed una storia legata tutta a doppio filo con la scuderia di Maranello perché la storia del franco canadese non sarebbe stata lo stessa con un’altra vettura. Il Drake chiama Gilles per sostituire Niki Lauda, seguendo i consiglii di Chris Amon, Walter Wolff e Mauro Forghieri, ma sopratutto seguendo il suo istinto per una delle sue scommesse più difficili. Sarà una scommessa vinta e come dirà lo stesso Commendatore:

“Amo pensare che la Ferrari può costruire piloti tanto quanto macchine. Alcuni dicevano che Gilles era pazzo. Mai io dissi: Lasciate che provi. Quando mi presentarono quel piccolo canadese, tutto nervi, riconobbi subito in lui il fisico di Nuvolari e mi dissi: Dagli una possibilità”.

La mostra ripercorre tutti gli anni meravigliosi di Villeneuve con la Rossa, dove ha costrutito il suo mito indistruttibile. Da fine 1977 con l’incidente in Giappone e il difficile 1978 con la prima vittoria all’ultima gara; il moniale sfiorato nel 1979, un coraggioso 1980 ed i miracoli con la 126 ck turbo, fino al 1982, anno tremendo nella storia della Ferrari e della Formula 1. Il racconto visivo e testuale ripercorre anche i fatti di Imola e la tragica fine. Ma non è tutto qui. C’è un’ultima sala dedicata al figlio Jacques, vincitore del campionato Cart americano, della 500 miglia di Indianapolis e del campionato del mondo di Formula 1 nel 1997.

Una esperienza da non perdere, per vivere e rivivere il mito di Gilles Villeneuve. Di grande valore, oltre naturalmente alle foto e alle note di Terruzzi, anche una intervista a Forghieri in cui racconta i fatti di Imola e in cui conferma ciò che in pochi sanno. Quel giorno lui non era in pista e gli accordi erano che il canadese avrebbe dovuto vincere. Così non fu e l’ormai celebre cartello “slow” innescò il disastro che poi è culminato con la tragica fine a Zolder. Interessante sempre il racconto di Forghieri quando ricorda l’ultimo dialogo avuto con Gilles prima della sua partenza dai box senza ritorno.

Chi ha potuto apprezzare e amare Gilles nei suoi anni in Ferrari potrà risvegliare ricordi mai sopiti. Per i giovani invece, un modo per apprezzare un mondo e una F1 che non esiste più e conoscere meglio il pilota che ha segnato generazioni di appassionati.

Per ricordare in pieno il mito che vive, crediamo che questa sia la sintesi migliore:

“Gilles Villeneuve non è stato una semplice stagione che passa, ma un periodo che racchiude lo spirito dell’eternità, un tempo felice che abbiamo passato insieme con lui. Gil ci ha fatto sognare, ci ha fatto tremare e battere il cuore ed è per questo, caro amico, che non ti dimenticheremo mai” (da “Ventisetterosso.it)

Un bel modo di sintetizzare quello che ci ha lasciato il pilota franco canadese che continua a correre nelle nostre fantasie.

Foto di Ercole Colombo.

Ringraziamo per le foto e per il supporto stampa Anna Defrancesco di CLP Relazioni Pubbliche


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Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

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