F1 | Ritratti: Heinz-Harald Frentzen, elogio della concretezza

Il mondo delle corse, si sa, è fatto di storie più o meno avvincenti e più o meno condizionate anche da elementi esterni, come può essere la sorte o possono essere le coincidenze. Se si parla di coincidenze, uno che ne ha incontrate tante nel corso della sua carriera è certamente Heinz Harald Frentzen, Vicecampione del mondo nel 199y7 e seriamente candidato al titolo due stagioni più tardi. Un uomo che, come accade spesso, ha avuto diversi incontri fortunati, ma che nel contempo hanno rappresentato anche un po’ la sua sfortuna, se si pensa a tutte le occasioni perse nel corso della sua comunque brillante carriera. Frentzen oggi compie 50 anni e a lui è dedicato il ritratto numero 52 dei personaggi che hanno fatto la storia della Formula 1.

Pilota legatissimo alla famiglia, Frentzen inizia la sua storia in un ambiente che mai e poi mai un pilota di Formula 1 penserebbe di affrontare: l’agenzia di pompe funebri di famiglia. Quasi un monito per il giovane Heinz-Harald, visto che come si sa lo sport motoristico è per sua natura pericoloso, come scrivono costantemente gli inglesi nei ticket di ingresso a qualsiasi gara su circuito. Il tedesco ne è ben conscio, ma è anche dotato di un ottimo potenziale, che sfrutta sia nei kart che nelle prime esperienze in monoposto, seguito e sponsorizzato dall’azienda di famiglia. Ma Frentzen deve subito confrontarsi con dei rivali molto agguerriti. Se infatti è la Mercedes a volerlo schierare nelle file del proprio junior team, affidato alle sapienti mani di Peter Sauber, deve trovarsi a competere sin da subito con due nomi pesanti, di cui uno è l’avversario che nessun pilota vorrebbe mai affrontare: Michael Schumacher. L’altro è Karl Wendlinger, con cui inizierà anche la sua carriera in Formula 1. Ma i tre non saranno solo avversari: infatti saranno tutti al volante di una Mercedes nel Campionato Sportprototipi.

Stagioni piene di alti e bassi, alle quali si incrociano anche gli affari di cuore: è noto, infatti, che Corinna Betsch era la fidanzata di Heinz-Harald, prima di diventare la signora Schumacher. Ma questa è un’altra storia. L’esordio in Formula 1 avviene sempre per mano di Peter Sauber, nel 1994, anno in cui Michael Schumacher conquista il primo dei suoi 7 titoli, stagione in cui sorprende tutti già dalla seconda gara, dove conquista un quinto posto. Frentzen dovrà affrontare una stagione alquanto difficile, segnata anche dal botto di Wendlinger che lo porterà al coma a Montecarlo. Nonostante questo, però, a mettersi sulle sue tracce ci pensa Frank Williams, che dopo la tragedia di Senna gli offre di guidare al fianco di Damon Hill, ma i due saranno affiancati alcuni anni più tardi. perché il tedesco rifiuterà la proposta. Arriva anche un quarto posto a Magny-Cours, nonostante il motore Mercedes non sia ancora ai livelli che saranno noti alcuni anni più tardi, ma la svolta nella carriera del tedesco ancora una volta si incrocia con il destino di Michael Schumacher.

Sì, perché nel 1995 la Sauber sulla C14 erediterà i motori Ford V8 Zetec-R Cosworth portati all’iride sulla Benetton B194 del tedesco ed ecco che la stagione cambia di segno. Frentzen è competitivo sin da subito, ancora una volta coadiuvato nelle prime gare da Karl Wendlinger, soprattutto nella parte centrale della stagione, dove arriva all’incredibile podio di Monza, in una gara ad eliminazione che lo vede uscire indenne, in cui conquista il podio dietro a quello che diventerà il suo nuovo compagno di squadra, Johnny Herbert, e alla McLaren di Mika Hakkinen, ironia della sorte motorizzata Mercedes. Un buon presagio per la stagione 1996, in cui la Sauber monterà i V10 Ford nuovi di zecca, ma l’annata sarà deludente.

Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)