F1 | Turrini a Pit Talk: “Giovinazzi in Ferrari nel 2018”

Durante la puntata 95 di PitTalk abbiamo avuto il piacere di intervistare Leo Turrini, giornalista del Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino e fondatore del blog Profondo Rosso. Molti gli argomenti trattati nel corso del suo intervento, che ha spaziato dalle prospettive rosse per il 2017 al possibile ingresso di Audi in Formula 1. E sui piloti Ferrari per il 2018, un pronostico tricolore…

 

di Marco Santini

Veniamo da una entusiasmante vittoria in Australia per la Ferrari: tu sei tra quelli molto ottimisti dopo il successo di Melbourne o rimani con i piedi per terra?

No, io sono molto cauto. Quello che abbiamo visto in Australia è stato un evento storico perché la Ferrari non vinceva la prima gara da 7 anni. Siamo davanti ad un cambio di paradigma, in quanto eravamo troppo abituati da ferraristi a pensare di essere indietro ad inizio stagione.

È stato un felicissimo ritorno al passato quello della Ferrari a Melbourne, ma dobbiamo affiancare questa considerazione festosa con la consapevolezza di essere davanti ad uno scenario particolare: è la prima gara, in presenza di regole nuove, con uno scenario tecnico in evoluzione, in un circuito come Melbourne dove il passo corto Ferrari era favorito. Il Gran Premio in Cina sarà quindi una verifica, da effettuare con uno spasmodico entusiasmo visto che è bastato un successo per riaccendere la passione anche dei tifosi meno appassionati. Ma il favorito per il titolo per me resta Lewis Hamilton.

La Ferrari che vince al debutto smorza le voci di una presunta versione B della SF70-H.

Beh, di Formula 1 tutti pensano di poterne parlare, come avviene con la nazionale di calcio: ovvero, come diceva Enzo Ferrari, siamo tutti ingegneri del lunedì. Credo che il discorso della versione B della Ferrari è stato esasperato da parte della stampa a causa della mancanza di fiducia nel lavoro che stavano facendo a Maranello. Osservando le cose con distacco ci si rende conto che le macchine hanno una grande evoluzione nel corso del campionato, gli aggiornamenti sono talmente massicci che alla fine si fa fatica a ricordarsi la prima versione della vettura. In quest’ottica credo non ci sia nulla di strano se gli ingegneri di una squadra progettano soluzioni talvolta anche molto diverse tra loro.

 

Questi tre decimi di distacco che si sono visti in qualifica a Melbourne, quanto sono reali nella prestazione effettiva tra Mercedes e Ferrari?

Di sicuro in configurazione Melbourne possiamo dire che la Ferrari ha lavorato meglio della concorrenza nonostante la qualifica, perché si è visto dallinizio della gara che Hamilton non riusciva ad andare via ed ha finito le gomme per tenersi dietro Vettel. È vero che la Ferrari ha vinto perché Mercedes ha poi sbagliato strategia, ma lo ha fatto perché si è trovata sotto pressione per la prima volta dopo 60 gare. Questo non significa che le cose andranno così in tutte le piste: la Ferrari deve comunque migliorare nel rendimento in qualifica e nello sviluppo della monoposto nel corso della stagione. Se riescono a fare progressi in queste due aree, allora può lottare per il campionato.


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