F1 | GP Bahrain: dove nascono e si infrangono i sogni

Sono già passati 13 anni dalla prima gara in Bahrain, un tempo abbastanza lungo per definire il circuito di Manama un classico del Circus. Nonostante la sua posizione nel campionato, il secondo “Tilkodromo” della storia è stato spesso teatro di battaglie cruciali per il mondiale, dove sono nati sogni e, talvolta, infranti.  

di Giuseppe Gomes

13 anni fa questo era solo il secondo “Tilkodromo” presente nel mondiale. Curioso come, in poco più di una dozzina di anni, il suo numero sia esponenzialmente aumentato. Un circuito nato letteralmente nel nulla, voluto fortemente dal principe Salman bin Hamad Al Khalifa, presidente onorario della Bahrain Motor Federation e primo gran premio disputato, nella storia della massima Formula, in Medio Oriente. In questi anni, complice il posizionamento nel calendario, sempre tra le prime gare, questa “cattedrale nel deserto” è stata una tappa importantissima del mondiale in gran parte delle sue edizioni.

La prima volta: il 2004. Il circuito fu terminato giusto in tempo, appena 2 settimane prima della data prescelta per il suo svolgimento, rappresentando la terza tappa del mondiale, proprio come oggi. Il 2004, i ferraristi, lo ricorderanno come l’apice del dominio rosso, tant’è, che la prima edizione, venne vinta a mani basse dal tedesco Michael Schumacher. Un dominio durato l’intero week end di gara, confermato dalla seconda posizione di Rubens Barrichello. Terzo al traguardo Jenson Button su BAR Honda. I tre furono i primi assaggiare il Waard, una bevanda analcolica locale utilizzata la posto dello champagne. Questa, fu solo la prima di una lunga serie di gare, nelle quali le due rosse monopolizzarono i risultati al sabato e alla domenica. L’anno dopo, il 2005, fu sicuramente più complicato per la Ferrari, con la particolarità che, questa edizione, non venne trasmessa in Italia, perché? Era il giorno dopo la morte del Papa Giovanni Paolo II e la RAI, al tempo unica detentrice dei diritti TV sulla F1, preferì, in segno di rispetto, cancellarla dal palinsesto. Poco male, dato che la rossa chiuse con Barrichello nono e Schumacher ritirato, con la vittoria che andò ad un giovanissimo Fernando Alonso, che da qui in avanti costruì il suo cammino che lo portò a vincere il suo primo mondiale.

Dal 2005 saltiamo direttamente al 2010. Per la prima (ed ultima) volta, il GP di Sakhir si corre in configurazione “endurance”, con l’aggiunta di un tratto misto nel secondo settore. Questa rappresenta anche la prima gara del mondiale 2010 che, dopo un 2009 vissuto sotto l’egidia della Brawn GP, porta una ventata di novità in tutta la griglia. In primis abbiamo l’arrivo in rosso di Fernando Alonso, occupando il sedile che, l’anno prima, apparteneva a Kimi Raikkonen. Due grandi ritorni al centro della griglia: la Mercedes F1 e il conseguente ritorno di Michael Schumacher . Insieme a quello che, in futuro, diventerà uno dei team più vincenti della storia, fanno il loro esordio 3 team: HRC (Hispania Racing F1 Team), la Virgin e la Lotus. Una griglia nutrita, ma capitanata dal futuro campione del mondo Sebastian Vettel che, dopo aver fatto la pole in qualifica, vede sfumare la vittoria alla prima gara a causa di uno scarico rotto. Alla fine sarà un trionfo tutto rosso, con Alonso davanti a Massa. A chiudere il podio ci pensa Lewis Hamilton con un Sebastian Vettel comunque quarto al traguardo. Il sogno cominciato qui, a Manama, di una rossa mondiale si vedrà infranto qualche mese dopo, sempre in Medio Oriente, ad Abu Dhabi. Il 2011 fu l’unica edizione saltata del GP del Bahrain, complice la guerra civile che infuriava a pochi metri dall’autodromo.

Se il 2010 si presentava come un anno ricco di cambiamenti, il 2014 non lo è certo da meno. In questa stagione fanno il loro esordio i nuovi motori, pardon, power unit. Una stagione nella quale la Mercedes, sin da subito, fa capire a tutti che il loro progetto è incredibilmente più competitivo rispetto a quelli di Red Bull e Ferrari, che, nei precedenti anni, avevano acceso una bella lotta per il mondiale. Senza veri competitor a contendere la scena alle due frecce d’argento, la lotta per la vittoria è ad appannaggio di Lewis Hamilton e Nico Rosberg, i due alfieri del team tedesco. Dopo una lunga gara, fatta di sorpassi e contro-sorpassi alla fine è l’inglese a portare a casa i 25 punti della vittoria. Subito dopo il traguardo i due piloti, al tempo amici, festeggiano insieme il risultato, davanti ad un incredibile Perz con la Force India. Qualche gara più avanti, con un mondiale in palio, gli attriti tra i due cresceranno a tal punto da far “scoppiare” la coppia. Emblematico fu l’episodio che li vide protagonisti al GP di Spa…ma questa è un’altra storia. Sempre qui arrivò la decisione, da parte dell’ex presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, di chiudere il rapporto con il direttore tecnico Stefano Domenicali, dopo 7 anni e soli tre mondiali vinti (1 piloti 2 costruttori) a causa di un progetto 2014 nato male e cresciuto peggio. Non a caso, la F14-T, ancora oggi venga vista come una delle Ferrari peggiori della storia.

Facciamo un salto di due anni, e arriviamo all’edizione della scorsa stagione. Dopo una prima gara positiva, la Ferrari SF-16H guidata da Sebastian Vettel si ammutolisce ancor prima del semaforo verde, a causa di un guasto alla sua power unit. Senza il tedesco ci pensa Bottas a mettere un po’ di pepe alla gara, centrando il campione del mondo Hamilton alla prima curva, danneggiando la sua Williams e la Mercedes dell’inglese. Gara in discesa per Nico Rosberg, che domina dalla prima all’ultima curva portando a casa la sesta vittoria consecutiva. Dietro a lui chiude un ottimo Kimi Raikkonen davanti a Lewis Hamilton, autore di una grandissima rimonta. In questa gara fa il suo esordio Stoffel Vandoorne, a bordo della McLaren Honda in sostituzione dell’infortunato Fernando Alonso, arrivando addirittura a punti.

L’edizione 2017 rappresenta la terza gara del mondiale di Formula 1. Dopo due gare accese ed emozionanti, la gara a Manama rappresenta la prova finale per capire cosa aspettarci da questa stagione. Nell’attesa di capire se qui nasceranno, o si infrangeranno, i sogni di gloria di team e piloti.

 

Giuseppe Gomes

Appassionato di auto e motori. Da tester per riviste automotive a co-conduttore del programma radiofonico Pit Talk.