F1 | Palazzoli a Pit Talk: “Ferrari in Cina per dimostrare il suo reale valore”

Archiviata la prima gara del mondiale, il circus si sposta in Cina. Gianfranco Palazzoli, all’interno della puntata n° 95 di Pit Talk, ci parla degli elementi cruciali per vincere sul circuito di Shanghai, dove la Ferrari dovrà confermare le performance dell’Australia.
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Ci avviciniamo alla seconda gara del mondiale. Secondo lei la Ferrari saprà confermarsi?

GP: La Ferrari deve ancora dimostrare quanto valga. Un circuito atipico come quello di Melbourne, semi permanente, non è del tutto indicativo riguardo le prestazioni delle vetture. La Ferrari sicuramente ha un power unit migliore rispetto a quella della scorsa stagione, specialmente nella parte elettrica, un elemento cruciale anche per risparmiare benzina, permettendo le prestazioni migliori sul finire della gara (vedi Kimi Raikkonen che, al 56° giro, ha fatto il record). Quello che deve dimostrare ancora è che il resto della vettura funzioni, perché, stranamente, e la cosa mi ha lasciato leggermente perplesso, mentre tutti hanno adottato un passo più lungo, la Ferrari è rimasta a valori normali, con superfici minori, sia sopra che sotto la vettura, che sfruttino in modo adeguato l’aerodinamica.

Cosa servirà per poter vincere in Cina?

GP: Ci sono diversi interrogativi: primo di tutti le gomme, che saranno più dure con le mescole super soft, soft e medium, poi c’è da dire che qui conterà tantissimo anche l’aerodinamica. Su questa pista bisogna essere abili ad avere trazione in curva, pensando anche ai lunghi rettilinei. Bisogna aspettare, inutile parlarne adesso, sono veramente curioso di sapere cosa succederà. Sappiamo anche che l’albo d’oro del GP della Cina, contempla 4 successi di Hamilton che, tra i pioti attualmente in griglia, è quello che ha vinto di più, poi Alonso, Vettel, Raikkonen. È una pista particolare per il consumo delle gomme, e bisognerà trovare l’equilibrio giusto sia per i consumi delle gomme sia per i motori, cercando di risparmiare benzina per il finale di gara. Parlarne adesso è prematuro, c’è da aspettarsi di tutto.

La Red Bull, al momento, rappresenta un oggetto misterioso. Lo scorso anno andò bene, tanto da arrivare a podio con Kvyat. Riuscirà a replicare un risultato del genere?

GP: Per ora è molto indietro, soprattutto per quanto riguarda la power unit. A Shanghai il motore è fondamentale, per questo penso che qui soffrirà ancora. Riguardo le gomme, è chiaro che tra i tre team di punta, Ferrari Mercedes e Red Bull, che hanno già provato le gomme 2017, saranno avvantaggiati rispetto agli altri. Hamilton avrà il dente avvelenato per la come andò la scorsa stagione, dove parti ultimo cercando di rimontare, con Rosberg che andò a vincere la terza gara (quest’anno è la seconda n.d.r.). La Mercedes è il punto di riferimento, più la Ferrari si avvicina più i piloti potranno fare la differenza e darsi battaglia.

Condivide i pensieri di Eddie Irvine, ex pilota Ferrari riguardo la nuova generazione di piloti?

GP: Effettivamente anche per i piloti, nel paddock, è diventato molto difficile comunicare. Se vai nel paddock attuale, si riescono a intercettare personaggi come Prost e Stewart, non i piloti attuali. Perchè ci sono gli addetti stampa pronti a registra tutto quello che il pilota dice per evitare problemi in futuro. Anche per il pilota diventa molto difficile poter dire la propria e comunicare con i giornalisti ed i fan. Sono tutti ragazzi che hanno una gran passione per il lavoro che fanno e che sognano di portare a casa risultati fantastici.

 

Giuseppe Gomes

Appassionato di auto e motori. Da tester per riviste automotive a co-conduttore del programma radiofonico Pit Talk.