F1 | DRS sotto inchiesta: Melbourne come test, poi i cambiamenti
 

 


F1 | DRS sotto inchiesta: Melbourne come test, poi i cambiamenti

La regolamentazione del sistema DRS potrebbe avere grossi stravolgimenti da qui a brevissimo termine. La prima gara in Australia sarà usata come banco di prova per capire gli impatti dei nuovi regolamenti sullo spettacolo. Eventuali provvedimenti potrebbero essere attuati già dal GP di Cina del prossimo 6 aprile. 

di Francesco Svelto |

Domenica, con il via del GP d’Australia, scatta la nuova stagione della Formula 1, quella che vedrà vetture semi-rivoluzionate a causa dei cambiamenti regolamentari entrati in vigore in questo inverno appena passato.

Pneumatici più larghi e aerodinamica rivisitata hanno reso le vetture decisamente più veloci ed esteticamente più accattivanti ma come queste ultime interagiranno col tracciato, rimane ancora un mistero. Almeno fino a domenica alle ore 7:00 italiane (a proposito, da non dimenticare il settaggio dell’ora legale da effettuare proprio nella notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo).

Uno degli aspetti su cui si sa ancora poco o nulla è come le nuove monoposto si comporteranno in pista per quanto riguarda i sorpassi. L’aumento del carico aerodinamico avrà molto probabilmente un importante ruolo in termini di – riduzione dello – spettacolo perchè una vettura più stabile nelle curve a media-alta velocità, più difficilmente si farà sorpassare, a meno di clamorosi errori da parte del pilota.

Uno degli aspetti su cui tiene banco il dibattito degli addetti ai lavori in questi giorni riguarda il tema DRS, ovvero il sistema per favorire il sorpasso in determinati punti del circuito. Qualche tempo fa la FIA si è già espressa in maniera favorevole per modificare le zone di DRS, ovvero i punti in cui è possibile attuare il sistema da parte del pilota “attaccante” a patto che sia a meno di un secondo dal pilota che lo precede. Nel caso dell’Albert Park, sede del GP di apertura stagionale fra quattro giorni, non si ha più spazio per aumentare le aree della DRS.

Ecco perchè verrà preso in esame proprio questo appuntamento d’apertura utilizzandolo come una sorta di “test di comprensione” di come i nuovi regolamenti hanno avuto impatto sulla tematica dei sorpassi e se ci dovessero essere riscontri negativi, si interverrà già dal prossimo GP di Cina in programma il 6 aprile provando ad aumentare sia la lunghezza delle singole zone di fruibilità che eventualmente anche il numero delle stesse, ove possibile (in Cina si può sfruttare ancor di più la lunghezza del grande rettilineo da 1,2 km).

La problematica tuttavia ha anche ramificazioni filosofiche. Il DRS non è mai piaciuto alla moltitudine degli appassionati sparsi in tutto il mondo, ancor meno ai puristi del motorsport che lo vedono come un artificio che banalizza l’eleganza e l’arte di un sorpasso vero (e come dargli torto?).  Ross Brawn, delegato tecnico di Liberty – la nuova proprietà della F1 – si è già mostrato diffidente sulla permanenza di tale “forzatura” e presto potremmo vedere cambiamenti ben più radicali in merito (eliminazione definitiva?). Importanti saranno i risultati in termini di spettacolo che produrranno queste prime gare e, più in generale, la stagione 2017 per intero.

Francesco Svelto


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Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

7 thoughts on “F1 | DRS sotto inchiesta: Melbourne come test, poi i cambiamenti

  • 22/03/2017 at 21:37
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    Il DRS non mi è mai piaciuto, ma come potrebbe l’eliminazione definitiva aumentare lo spettacolo? In tal caso sarebbe un trenino unico dall’inizio alla fine. Delle due spero in una sostituzione del DRS con qualcosa di più efficace, anche se non immagino cosa, soprattutto considerando che a campionato iniziato non puoi stravolgere tutto e che ricambiare di nuovo le macchine l’anno prossimo è una pazzia (anche economica) che qualche team potrebbe non avere neanche la capacità organizzativa di fare, oltre che quella finanziaria

    • 23/03/2017 at 18:00
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      Io sono tra quelli che crede che il DRS sia la cosa più antisportiva mai vista in Formula 1. Quest’anno, i valori di downforce più elevati e la maggiore aderenza, ne limiteranno ancor di più l’efficacia, e forse questo è un bene. In pratica c’è il rischio di avere a bordo vettura un sistema filogeneticamente illegale nonché inefficace. Che senso ha tenerlo?

      La soluzione? Non la conosco francamente. Ma bisogna trovare uno stratagemma che non vada a intaccare l’essenza dello sport.

      • 24/03/2017 at 00:39
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        Da che io ricordi in F1 le macchine che stavano dietro avevano problemi a superare, con degli “elastici” della durata di quarti di gran premio. E dire che questi GP li ricordiamo come “fantastici” e “immemorabili”.

        • 28/03/2017 at 12:48
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          Esattamente. Come non ricordare il famoso GP di Spagna 1981 quando Gilles Villeneuve tenne a bada un gruppetto di cinque vetture per una bella fetta di gara. Tutti noi etichettiamo come indimenticabili quegli anni.

          Ad ogni modo la F1 è quasi sempre stata fatta di cicli o di vetture che dominavano in maniera quasi totale. E’ proprio questo il concetto di “formula”, cioè una serie di regolamenti che chiunque può interpretare per produrre un risultato (cioè la vettura). Chi lo fa meglio, vince (o domina).

          Questo è il motorsport, prendere o lasciare, e non va modificato con regole o artifici che vanno ben al di la della morale o della filosofia sportiva.

  • Pingback: F1 | A Melbourne segnali di futuro: pura velocità e sorpassi veri

  • 27/03/2017 at 16:34
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    In Indycar usano il “Push to Pass”…tra 150 e i 200 totali secondi a disposizione (secondo il circuito), massimo 15 secondi consecutivi per volta, in cui è concessa una sovrapressione del turbo che regala una sessantina di cavalli circa, attivabili in qualsiasi parte della pista…

    Potrebbe essere una soluzione, si vedrebbero un po’ meno sorpassi perché comunque la durata è limitata a 10/12 occasioni a gran premio, ma si potrebbero vedere sorpassi in zone che non siano esclusivamente i rettifili principali su alcune piste…tipo a Monza, invece di attaccare alla prima variante, posso scegliere di restare incollato in scia sul rettifilo principale e poi usare il p. to pass per preparare l’attacco alla seconda variante…

    • 28/03/2017 at 14:57
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      E’ un po il concetto che era alla base del kers nel 2009 e non mi pare che funzionò proprio a dovere.

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