F1 | Brawn: no ai motori aspirati, si ai circuiti europei

Secondo Ross Brawn è improbabile un ritorno agli aspirati, ma semplicemente bisogna attuare un’evoluzione delle attuali power-unit. Sul fronte calendario invece l’inglese ha affermato che in futuro si punterà più negli States ed in Europa.

Ross Brawn a pochi giorni dall’inizio del mondiale, ha rilasciato delle interessanti dichiarazioni al Corriere della Sera per quel che riguarda il futuro del circus. Il britannico ha assunto da pochi mesi il ruolo di responsabile tecnico e sportivo della F1, dopo essere stato scelto dai nuovi proprietari di Liberty Media. Chi in effetti meglio di Brawn per capire le mosse future da approvare per questo sport?

Il britannico si sta già muovendo sul fronte tecnico, ascoltando cos’hanno da dire in merito i vari rappresentanti delle scuderie con l’obiettivo di costruire qualcosa di concreto tutti assieme.

Molti appassionati vorrebbero rivedere le monoposto di F1 spinte dai motori aspirati, però Brawn ha affermato che sarà molto difficile tornare indietro. L’ex Ferrari invece punta comunque ad una evoluzione delle attuali power-unit presenti in F1.

I fronti su cui dover intervenire sono diversi, innanzitutto sul fronte dei costi. Da quanto nel 2014 sono state introdotte le unità ibride, i costi di sviluppo e di manutenzione ordinaria sono aumentati a dismisura mettendo in difficoltà diverse scuderie. E’ impensabile che un team clienti debba sborsare circa 20 milioni di euro per avere una fornitura di motori.

Poi bisognerebbe cercare di semplificare tecnicamente queste power-unit, troppo complesse nonostante con il termine di F1 s’intenda la massima espressione tecnica dell’automobilismo. Insomma da quando è iniziata l’era delle power-unit in F1 ci sono state sempre polemiche da parte di tifosi ed addetti ai lavori. Trovare una giusta soluzione sul fronte sviluppo-costi è necessaria per il futuro di questo sport.

Poi Ross Brawn ha voluto esprimere il suo punto anche sul fronte calendario. L’inglese ha detto che la priorità per Liberty Media è quella di disputare 20-21 GP per stagione, nonchè di garantire spettacoli di maggior qualità coinvolgendo di più i fan.

Il Nord America è molto importante, come l’Asia e l’Europa. I GP storici europei sono ritenuti molto importanti dai nuovi proprietari del circus, con il ritorno tra l’altro del GP di Francia a partire dal 2018.

Con moltà probabilità l’anno prossimo tornerà il GP di Germania (fuori dal calendario di quest’anno ndr). A quanto pare gli amanti dei circuiti che hanno fatto la storia di questo sport possono dormire sonni tranquilli, anche perchè una F1 senza circuiti come Silverstone, Spa, Monza etc non avrebbe lo stesso fascino di adesso. Anzi magari cercare di reintrodurre alcuni GP del vecchio continente non più presenti nel mondiale, come per esempio Imola tanto per citarne uno.

Con Liberty Media si vedrà un ritorno maggiore in Europa, piuttosto che correre in Paesi dove nemmeno tutti sanno cos’è la F1.

Alberto Murador

Alberto Murador

Ciao a tutti, il mio nome è Alberto e la mia più grande passione sino dall’età di sette anni è stata la F1, ma poi ho cominciato ad appassionarmi di tutto il mondo del motorsport. Tifoso ovviamente della Ferrari, orgoglioso del ” made in Italy “.

  • ivanoe

    investire tecnicamente, non tagliare.