Ferrari SF70H audace ma non troppo

La Ferrari presenta finalmente la sua vettura 2017, la SF70H. Porta con se concetti nuovi e un aerodinamica più ardua rispetto alla vettura della stagione passata, ma non certo rivoluzionari.

di Antonio Granato  

Colpisce sicuramente il coraggio di osare nella zona delle prese d’aria dei radiatori, con una forma diversa, non “convenzionale”. Delle aperture alte e strette che lasciano spazio in basso allo scorrimento dei flussi verso la zona “coca-cola” al posteriore. Un tentativo di “osare” e ricercare carico nella zona posteriore della vettura, da anni vero punto debole delle monoposto di Maranello.

Al posteriore la nuova Ferrari appare sicuramente più rastremata anche se non si spinge ai livelli di rastremazione della Mercedes. Va detto che tutte le vetture di questo 2017 saranno notevolmente più rastremate. L’allargamento infatti della carreggiata delle monoposto consentirà di avere qualche centimetro in più, e questo favorirà il lavoro dei tecnici che potranno più facilmente distribuire gli ingombri in modo da favorire una linearità migliore della vettura.

Sempre al posteriore fa bella vista il profilo orizzontale sopra la vistosa pinna sulla dorsale del cofano motore. Anche in Ferrari quindi puntano a stabilizzare i flussi aerodinamici diretti all’ala posteriore.

Ma la vera novità, anche se orami da anni è utilizzata in Formula 1, è l’introduzione del sistema s-duct e lo fa ispirandosi alla disposizione della Mercedes utilizzando una presa d’aria molto avanzata nella zona bassa per favorire una canalizzazione interna meno ripida e più costante.

Rimanendo sulla zona anteriore della SF70H il musetto e il sistema sospensivo non appare essere stato rivisto molto rispetto ai modelli del 2016. Ora c’è solo di attendere il responso della pista e augurarsi che il sistema organizzativo orizzontale della GeS abbia funzionato e continui a funzionare sviluppando la nuova creatura di Maranello.

L’impressione personale è di una vettura che tenta di andare verso soluzioni diverse ma senza convinzione. Si ha quasi l’impressione di una vettura sviluppata con meno tempo o di un progetto partito in ritardo. Vero è che sicuramente il cambio ai vertici del reparto tecnico non avranno favorito l’avanzamento dei progetti, ma sicuramente dopo anni di vetture estremamente conservative e convenzionali per la prima volta ci troviamo di fronte a una Ferrari un poco più audace. E se la fortuna aiuta gli audaci… magari qualcosa in più sarà possibile raccogliere…

Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato

  • Davide Neri

    Meno audace quando hanno un sistema di soffiaggi nelle prese laterali che divide il flusso almeno in due direzioni, sembra addirittura tre dalle foto frontali a luminosità aumentata… Cos’ha Mercedes che non si era già ipotizzato o visto a fine 2016? Niente. Le sospensioni anteriori con l’attacco sopra al mozzo ci sono al posteriore da anni, tutta la parte laterale si è già vista nel 2008 tranne gli elementi verticali che comunque provavano già in piccolo, i vani sotto il muso li provavano già l’anno scorso. Le ali della Ferrari sembrano molto provvisorie visto che sono praticamente identiche a quelle usate nei testi Pirelli con i muletti. Finora la Ferrari è l’unica che ha qualcosa di completamente nuovo, seguita da novità minori di Renault e McLaren nel muso.

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