F1 | Dopo Suzuka: Ferrari cosa c’è da salvare?

A Suzuka per la Ferrari va in scena l’ennesima prestazione al di sotto delle aspettative. Il confronto con Red Bull pare più che compromesso anche se la stagione non è finita. Il terzo posto nel costruttori ad inizio stagione non era nemmeno contemplato. Oggi è realtà, è fallimento?

La Ferrari lascia Suzuka con le ossa rotte dal punto di vista della classifica. Di nuovo fuori dal podio, era un obiettivo alla portata, di nuovo incapace di accorciare il gap con Red Bull nel Mondiale Costruttori. La rossa si trova in un vero e proprio momento di sbandamento. Ma qualcosa da salvare c’è. Analizziamo.

Il week end Ferrari non era partito male. Raikkonen in qualifica aveva sfoderato una prestazione eccellente, Vettel lo seguiva a ruota. Su una pista considerata nera per la Ferrari la SF-16H riusciva a non prendere troppo distacco dalle Mercedes e si metteva alle spalle le temute Red Bull. Da qui in poi guai.

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La monoposto di Raikkonen pativa la sostituzione del cambio e arretrava in ottava piazza, quella di Vettel pagava il dazio dell’errore di Sepang. Nemmeno il tempo del pronti via che la gara delle rosse era già stroncata.

Al via Vettel scatta bene, Raikkonen pure. Inizia una bella rimonta. La Ferrari pare a suo agio a Suzuka, i tempi sono buoni, Vettel sorpassa Hulkenberg alla 130 R regalando uno scatto d’orgoglio ai Ferraristi. Raikkonen non si risparmia, anche lui combatte sorpassa e riporta la Ferrari almeno un po più su.

A due terzi di gara il podio di Vettel pare blindato, poi una strategia sciagurata del muretto lo frena ancora una volta. Vettel finirà la gara quarto, ben al di sotto del potenziale della monoposto espresso nel week end. Eccola la Ferrari  che non va, oggi più la componente umana che quella meccanica.

Il mezzo ha reso abbastanza bene, gli aggiornamenti portati mettono la monoposto dove dovrebbe essere per il suo presidente ma se pensiamo che queste gare sono il preludio della prossima stagione forse qualche correzione comincia a funzionare.

Il gap da Mercedes in qualifica è stato sottile perché le frecce d’argento l’hanno voluto, ma rispetto a Red Bull il colpo di reni e stato importante, o è stato solo un caso. Questo solo a Maranello lo sanno.

Ciò che non funziona è la gestione della gara e delle strategie. Troppe volte quest’anno al di là dei problemi della vettura ci sono stati i limiti del muretto. I punti persi dal muretto sono stati tanti, questa è una parte della squadra che davvero non  sta funzionando bene.

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Di buono ci sono i piloti, Vettel sempre nervoso ha comunque guidato da campione dimostrando che quella di Sepang era stata una giornata storta. Resta comunque troppo nervoso, non è in pista da solo e i doppiati non sono lì per infastidirlo apposta. Qualcuno in bel modo dovrebbe dirglielo ma ci accontentiamo di vederlo guidare come ieri, come sa fare. Raikkonen è tornato un ragazzino, è inspiegabile ma è cosi.

Intorno a questa coppia di piloti la Ferrari deve cucire una struttura serena ed in crescita. Non dimentichiamo che la Mercedes, fresca vincitrice del costruttori per la terza volta di fila, ci ha messo 4 anni per arrivare dov’è. La Ferrari non sà attendere e deve imparare e crescere prima di gridare di voler vincere. Quest’anno è stato un passo falso, il prossimo andrà preparato con molto più buon senso. A partire dai piani alti.


Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna