F1 | Ritratti: Pedro e Ricardo Rodriguez, fratelli da corsa

Risultato immagine per ricardo rodriguez driverRicardo, come detto, diventa pilota ufficiale della Ferrari, nonostante il momento difficile e gli errori nello sviluppo della monoposto: si ritira al Gran Premio di Olanda, arriva quarto al Gran Premio del Belgio conquistando i primi punti, e diventando il più giovane pilota a raccogliere punti iridati (sarà battuto da Jenson Button e dopo da Sebastian Vettel).

Dopo aver saltato i Gran Premi di Francia e di Gran Bretagna, partecipa al Gran Premio di Germania dove conquista un sesto posto e all’ultima gara valida per il mondiale di Formula 1 a cui partecipa arriva ottavo. Ricardo corre anche la Targa Florio, vincendola in  Morì in coppia con Mairesse e Gendebien.

Dopo che Ferrari decide di non partecipare alle gare extra-europee, Ricardo pensa di partecipare lo stesso alla gara (non valida per il mondiale di Formula 1) in Messico: guida per il team Rob Walker, che schiera una Lotus. Un segno, forse, del destino, visto che aver abbandonato la Ferrari si rivelerà fatale per il messicano. Nel tentare di battere il giro veloce di John Surtees, infatti, durante il primo giorno di prove, la sua vettura si schianta contro il terrapieno alla terribile curva Peratalda, forse per un cedimento della sospensione, o forse a causa dell’inesperienza del pilota nell’affrontare tale difficile passaggio. E’ il 1° novembre del 1962. La coppia dei due fratelli da corsa, legati anche da una profonda unione al volante, scompare per sempre e Pedro sembrava aver deciso di lasciare le corse, ma ci ripenserà.

Pedro Rodriguez era un uomo molto superstizioso, il ricordo del fratello Ricardo è legato a un anello che portava sempre al dito e che lo ha accompagnato fino al 1971. Pedro, così, continuò a correre e nel 1963 vinse a Daytona la gara del Mondiale Marche; poi partecipò al suo primo GP di Formula 1 con la Lotus in USA e Messico, proprio la vettura con cui il fratello Ricardo trovò la morte al Norisring. Le sue gare continuarono in modo sporadico fino al 1966 con la Ferrari e la Lotus.

Ma la sua prima vittoria, in Sud Africa, nel 1967, gli valse un contratto da pilota ufficiale con la Cooper-Maserati per il resto della stagione, arrivato in modo un po’ casuale, poi nel 1968 passò alla BRM, correndo anche per il team privato Parnell BRM e nel 1969 approdò a sua volta alla Ferrari, prima di fare ritorno alla BRM nel 1970 e nel 1971, vincendo il suo secondo Gran Premio a Spa nel 1970 alla strabiliante media di 241 km/h. Fu Risultato immagine per pedro rodriguez drivertra i migliori piloti della sua generazione sul bagnato, e dopo aver corso da pilota ufficiale per la Ferrari nel Campionato Mondiale Marche del 1969 con la 312 P, tornò nel team Wyer-Gulf nel 1970, al volante della Porsche 917, dove fu tra i protagonisti assoluti.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)