F1 | Ritratti: Pedro e Ricardo Rodriguez, fratelli da corsa
 

 


F1 | Ritratti: Pedro e Ricardo Rodriguez, fratelli da corsa

L’Autodromo Hermanos Rodriguez di Città del Messico sarà il teatro dell’imminente Gran Premio quasi a conclusione della stagione 2016 e proprio ai due sfortunati piloti e fratelli da corsa messicani, la cui storia è legata a doppio filo con la Ferrari e con lItalia, vogliamo dedicare il ritratto numero 49 (numero che, come detto, recuperiamo dopo l’edizione speciale dedicata ad Alex Zanardi) dei personaggi che hanno fatto la storia della Formula 1.

I due fratelli hanno un percorso sportivo molto simile: sarà Pedro a iniziare comincia con le gare ciclistiche, imitato dal fratello Ricardo, che diventerà Risultato immagine per ricardo rodriguez pedrocampione nazionale; in seguito il più piccolo dei fratelli Rodriguez passa alla moto, correndo e vincendo diverse gare in Messico e continuando fino ai 14 anni, età in cui comincia la sua avventura a quattro ruote, con una Fiat Topolino. Nel 1957 il più giovane dei fratelli Rodriguez fa il suo debutto internazionale a Riverside, battendo tutti i suoi avversari nella classe 1,5 litri, con una Porsche RS; bissa il successo di classe con una Porsche Spyder, al Nassau Tourist Trophy.

Pedro e Ricardo iniziano coì a farsi conoscere al grande pubblico e il loro talento venne notato da molti costruttori, tanto che se li contenderanno e li schiereranno entrambi per una delle gare più prestigiose, quella della Sarthe, che i due fratelli tenteranno per la prima volta insieme nel 1958. Ma Ricardo aveva sedici anni e per questo gli viene inibito di partecipare alla 24 Ore di Le Mans che avrebbe dovuto correre con il fratello, perché considerato troppo giovane per partecipare alla manifestazione. Dopo questa falsa partenza, i due fratelli possono partecipare insieme alla gara nel 1959, a bordo di una OCSS 750 ma non riescono a terminare la gara.

I due sono legati a doppio filo alle insegne della Ferrari, visto che partecipano con il team NART ad alcune gare europee, grazie anche al legame con Luigi Chinetti, la cui squadra era la migliore con le sportive non ufficiali. Nel 1960 si presentano alla 12 ore di Sebring, ma si ritirano. Corrono insieme poi la Targa Florio, dove arrivano settimi al traguardo, ma primi della loro categoria. Segue poi un ritiro alla 1000 km del Nurburgring, mentre al Nasseu Trophy arrivano secondi.

Qui le strade dei due per un attimo si dividono: Ricardo riprova a partecipare alla 24 ore di Le Mans, non in coppia con il fratello, ma con André Pilette sulla Ferrari 250 TR59 della NART, vettura con cui si piazza al secondo posto diventando il più giovane a salire sul podio nella gara francese. Ma è solo un’occasione: il legame tra i due è talmente forte che nel 1961 partecipano ancora insieme ad altre gare con la scuderia NART: alla 12 ore di Sebring arriva terzo, alla 1000 km di Nurburgring alla 1000 km di Monthley vincono. Partecipa di nuovo con il fratello alla gara di Le Mans ma i due sono stati costretti al ritiro.

Risultato immagine per ricardo rodriguezIl giovane pilota, notato da Enzo Ferrari in persona, debutta nel Gran Premio d’Italia di F1 diventando il più giovane pilota a debuttare nella massima serie (sarà battuto poi solo da Mike Thackwell e recentemente da Jaime Alguersauri); nelle qualifiche fa segnare il secondo tempo, alternandosi poi al comando della gara a con Phill Hill e Richie Ginther, fino a quando un guasto alla pompa benzina non blocca la sua corsa e lo costringe al ritiro.

Ma il Drake non perde certo la considerazione per il messicano e gli fa firmare un contratto per la stagione successiva. Sempre in quell’anno, i due partecipano ad alcune gare con la scuderia NART: corrono alla 12 ore di Sebring dove sono costretti al ritiro, arrivano secondi alla 1000 km del Nurburgring e vincono la 1000 km di Monthley. Di nuovo partecipa con il fratello maggiore alla 24 Ore di Le Mans ma per loro la pista della Sarthe è stregata, visto che sono costretti al ritiro.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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