F1 | GP Usa: Arrivabene para i colpi e rilancia
 

 


F1 | GP Usa: Arrivabene para i colpi e rilancia

Maurizio Arrivabene prova a spiegare il momento della Ferrari e rispondere alle critiche che arrivano da tutte le parti.

di Giulio Scaccia

Non è un momento facile in Ferrari, non lo è per i piloti, non lo è per Maurizio Arrivabene, messo sulla graticola da molti. Si fanno i nomi di diversi sostituti tra cui Eric Boullier e addirittura Paddy Lowe. Alcune fonti un po’ avventurose vedono Mattia Binotto al suo posto.

Arrivabene dopo le prime libere ad Austin prova a stemperare la tensione riportando su Motorsport.com i suoi pensieri.

Maurizio-Arrivabene-F1-Testing-Barcelona-Day-1VZ71LuPgrdx-750x501Iron Mauri risponde alla sua maniera ribadendo che l’atmosfera in casa Ferrari è buona, nonostante le pressioni:

La Ferrari in Italia è come la nazionale di calcio. Penso che avere la pressione sia normale, così come avere tensione e critiche. Dobbiamo convivere con questo stato. Poi a volte succede che c’è chi superi il limite. Il nostro compito è restare concentrati in quello che stiamo facendo. L’obiettivo è di seguire la nostra strada e di guardare a quello che stiamo facendo. Se si lavora a Maranello, se si è parte di un marchio come la Ferrari, si deve accettare tutto questo, che piaccia oppure no. L’atmosfera all’interno della squadra è completamente diversa da quello che la gente può pensare, o che a volte legge sui giornali.

La Ferrari è migliorata? Secondo alcuni sì, secondo altri no. Suzuka ha visto una Rossa più forte, anche se poi i risultati sono stati molto simili a quelli degli altri Gran Premi. Viene da chiedersi quanto la Ferrari sia concentrata ancora sul 2016 o verso un 2017 piuttosto nebuloso.

A proposito di Suzuka ecco il pensiero di Arrivabene:

Quello che abbiamo messo in macchina a Suzuka, è studiato anche in vista del prossimo anno. La prestazione è stata buona, e viste le circostanze, dal momento che Suzuka è una pista ad alte prestazioni, era il tracciato ideale per saggiare alcuni particolari e per monitorare esattamente il comportamento della vettura in determinate condizioni. E abbiamo avuto tutte le risposte che volevamo.

Peccato che la vettura di Maranello ad Austin sembra faticare.


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Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

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