F1 | Raikkonen, ma che gara hai fatto a Singapore?

Kimi Raikkonen esce dal Gran Premio di Singapore con un quarto posto piuttosto amaro. E le valutazioni sulla gara del finlandese sono discordanti. Ma la Ferrari a nostro avviso ha una certezza: Entrambi i piloti ci sono e rappresentano una garanzia per il presente ed il futuro prossimo.

di Giulio Scaccia   

A questo punto della stagione pochi avrebbero scommesso su un Kimi Raikkonen molto vicino a Sebastian Vettel in classifica e nell’ultima frazione di stagione spesso più veloce in prova. Pochi, solo i fedelissimi o quelli che Leo Turrini chiama i ferristi di rito raikkoniano.

Ieri l’ex campione del mondo ha fatto una gara solida, a tratti vigorosa. Con un sorpasso di forza alla Mercedes di Lewis Hamilton, in crisi con i freni e con un set up non ideale per lo stile di guida dell’anglocaraibico, Kimi ha fatto vedere cose che da tempo non si vedevano. Peccato che poi in quel giro Hamilton si è fermato ai box per il suo cambio gomme, ma il duello è stato vero. Non ai livelli di SPA 2008 ma i manici in pista c’erano. Eccome.

ferrari_raikkonen2Poi la scelta del muretto Ferrari. La strategia scelta per il finlandese lo ha portato a fermarsi un giro dopo Hamilton al 45° e con la scelta di marcarlo. Ma era evidente dai dati cronometrici che Kimi sarebbe uscito dietro a Lewis, autore di parziali tra l’altro anche velocissimi in entrata e uscita dal box.  Risultato: gara compromessa come tutti sappiamo ripartendo dietro alla Mercedes. A quel punto era finita, addio podio.

Critiche al muretto Ferrari, anche da parte di Raikkonen stesso. Tirare dritto non  avrebbe garantito il podio, ma fermarsi sicuramente glielo ha precluso. E Kimi a mezza bocca come suo stile ha parlato, forse anche più del solito:” Era meglio fermarsi prima” , o forse era meglio tirare dritto, o forse ancora in parecchi giri si poteva pensare qualcosa di diverso a livello strategico, considerando Hamilton in difficoltà e un Raikkonen in vena e a pista libera. E con una vettura che non era un missile ma comunque andava.

Ricordiamo anche che il finlandese, da sempre, è “dolce” con le gomme e da sempre è un suo punto di forza su cui costruisce anche le strategie di gara.

A fine gara, la prova di Raikkonen è stata valutata da ottimi giornalisti in maniera opposta. Ad esempio Pino Allievi,  in passato critico è stato entusiasta e ha lodato il lavoro del ferrarista, come già aveva fatto in altre gare. A differenza de La Stampa di Torino: nelle pagelle di Stefano Mancini non èstato dato un gran voto a Kimi, definendo la sua prestazione “altalenante”. Sono solo due esempi, ma guardando nei diversi media e con fonti più o meno autorevoli ci sono letture diverse. Preferiamo riportarvi fonti di spessore come Allievi e Mancini ovviamente. A nostro avviso il finlandese ha fatto un’ottima gara, considerando il mezzo a disposizione e il momento Ferrari. E siamo pienamente con il doppio 9 che la Gazzetta dello Sport ha dato sia a Kimi che a Seb.

La gara di Kimi è stata al pari di quella di Sebastian Vettel. Due gare diverse ma di spessore importante entrambe.

I piloti oggi sono l’unica garanzia per un futuro più roseo. Peccato che nella Formula 1 di oggi siano una componente spesso minimale, soprattutto per il contributo in fase di sviluppo.


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Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

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