F1 | MONZA 1971: l’arrivo che ha fatto la storia

Gran Premio d’Italia del 1971, a Monza vince Peter Gethin su BRM che batte Peterson e Cevert di un nulla, con una volata che rimane nella storia della F1.

di Giulio Scaccia

Monza è da sempre il tempio dei motori e della velocità. L’autodromo brianzolo, nella sua configurazione classica, era formato da quattro lunghi rettilinei, collegati da due curve velocissime, le due di Lesmo e la Parabolica. Queste caratteristiche, unite agli sviluppi motoristici ed aerodinamici avvenuti dalla seconda metà degli anni ’60, portarono a Gran Premi tirati fino all’ultimo, in virtù dell’effetto scia.

Dopo questo Gran Premio la pista di Monza subirà delle modifiche che inizieranno a snaturare in parte le sue caratteristiche di anello ad alta velocità. Nel 1972 saranno inserite due chicane provvisorie all’imbocco dell’anello e prima della Curva Ascari. Per poi proseguire negli anni con l’aggiunta della variante della Roggia e l’ammorbidimento del raggio delle curve di Lesmo.

Ma veniamo alla corsa. La Formula 1 arriva a Monza con Jackye Stewart campione del mondo, dopo che Peterson in Austria era uscito dalla lotta per il titolo. Poco l’entusiasmo dei ferraristi, visto che anche Jackie Icks dopo il GP d’Austria era fuori ormai dalla lotta e in più la Lotus è assente per evitare possibili azioni giudiziarie dovute alla morte durante le prove dell’anno precedente di Jochen Rindt. La vettura anglosassone era comunque presente in forma privata con la avveniristica quanto poco fortunata Lotus 56B a turbina Pratt & Whitney iscritta per Emerson Fittipaldi..

1971_monzaAlla fine della sessione la pole è di Amon con 1’22”40 affiancato da Ickx. Alla partenza Ragazzoni probabilmente anticipando lo start balza al comando dalla quarta fila tra il delirio del pubblico. All’ottavo giro Stewart prende il comando, ma lo cede il giro successivo a Ragazzoni che a sua volta lo cede a Peterson, la media della gara è incredibile: 239,888Km/h.

Siamo al 15° giro e in testa ci sono le due Tyrrell, seguite a ruota dalla March di Peterson, da Ragazzoni, da Hailwood e da Ganley. Alcuni dei protagonisti sono costretti al ritiro: Icks per il cedimento di un giunto della trasmissione, Stewart per rottura del motore e, subito dopo, Ragazzoni, per lo stesso problema di Icks. Nel frattempo Peterson, Cévert e Hailwood riescono a staccare di 5 secondi gli inseguitori Siffert, Ganley e Amon.


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Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

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