F1 | Doppio DRS Red Bull: Come funziona
 

 


F1 | Doppio DRS Red Bull: Come funziona

L’ingegnere Enrique Scalabroni, in passato tecnico di Williams e Ferrari, ha spiegato in una recente intervista come funziona il sistema del Doppio DRS della Red Bull.

Come già anticipato da Antonio Granato nella puntata n. 68 di Pit Talk del 6 settembre scorso, ormai sono anni che la Red Bull utilizza un assetto cosiddetto “rake”. Il tutto consiste nell’avere il retrotreno molto più alto dell’avantreno (come si può vedere nella foto in basso) allo scopo di far assumere un assetto definito come “picchiato” alla vettura. Questo setting delle sospensioni fa aumentare il carico aerodinamico del corpo vettura e l’incidenza delle ali ma, al contempo, fa lavorare in maniera meno efficace il fondo della vettura.

Red Bull-CanopyMolte altre scuderie oltre alla Red Bull utilizzano l’assetto rake, ma come al solito i bibitari sono dei maestri ad ottimizzare questa conformazione aerodinamica e sono riusciti a minimizzare gli svantaggi dovuti ad un utilizzo non completo del fondo della vettura.

Adrian Newey è riuscito a creare dei vortici lungo la vettura per sigillare il fondo piatto e riuscire a farla funzionare in maniera ottimale anche nelle condizioni più svantaggiose tipiche dell’assetto rake.

Il team di Milton Keynes, come già spiegato in trasmissione e  confermato anche dall’ing. Scalabroni a Motorsport.com, riesce attraverso un sistema sospensivo perfetto a modificare l’altezza del posteriore al variare della velocità. Quando la vettura percorre curve a media-bassa velocità l’assetto è molto rake e ciò permette di avere l’incidenza delle ali maggiore rispetto a quando si raggiungono invece velocità elevate. In rettilineo il retrotreno si schiaccia, questo permette invece di ottenere un angolo d’incidenza alare minore con la conseguente diminuzione di carico aerodinamico, creando una sorta di “DRS supplementare” che si va ad aggiungere al DRS classico che tutti conosciamo.

Questo stratagemma, nominato da Scalabroni “Doppio DRS”, è servito alla Red Bull per sopperire alla mancanza di potenza della PU Renault e ha aiutato gli austriaci ad essere veloci sia nei tratti guidati che a difendersi nei lunghi rettilinei. Nessun’altra scuderia riesce a copiare questo assetto perché il segreto è nel raffinato sistema sospensivo e nel lavoro aerodinamico sul corpo vettura.


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Luca Stefanini

Ho 25 anni,sono un ingegnere meccanico e amo lo sport. Seguo soprattutto il calcio e la Formula 1.

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