mercoledì, Ottobre 5, 2022

F1 | Ritratti: Didier Pironi, l’ambizione non è tutto

pironi81004La preparazione della stagione 1982 vide Pironi eccellere nei collaudi e nel dare le informazioni ai tecnici per preparare la macchina per la stagione. La 126 C2 si presenta come la macchina da battere, però gli inizi non si rivelarono subito facili: un ritiro in Sudafrica mentre era in seconda posizione, in Brasile la scarsa resa delle gomme lo relegarono al sesto posto, a Long Beach ci fu un ritiro per problemi al cambio. A Imola la Ferrari è pronta a dare battaglia e con lei i suoi due alfieri.

Ormai le vicende imolesi sono state narrate in tutte le chiavi interpretative possibili, di sicuro Didier a Imola sentì di dover andare a prendere quello che gli spettava di diritto: la vittoria. Si sentiva migliore di Gilles, non in pista, dove le prestazioni potevano anche equivalersi, ma fuori. Il transalpino era un appassionato di astronomia, viaggiava col cuoco personale, era un appassionato investitore nel mercato borsistico ed era anche circondato da bellissime donne, tutti fattori che colpivano l’immaginario della squadra Ferrari e che lo ponevano a un gradino superiore ai piloti tutto acceleratore e ardimento. Lo stesso Piccinini, DS Ferrari, amava consultarlo e stare in sua compagnia. In due parole la Ferrari stava cambiando e aveva scelto Pironi come nuovo testimonial.

Ma la voglia di primeggiare del pilota ha il sopravvento sulla ragione, e in un pomeriggio di un piovoso sabato agostano, a Hockenheim, decise di collaudare i pneumatici rain andando al massimo, voleva dimostrare che quell’abitacolo era il giusto premio a una carriera e, nonostante sapesse che il giorno dopo non sarebbe piovuto, a pista allagata compì un altro giro ad altissima velocità. Forse fu il muro d’acqua a non permettergli la visuale, fu così che impattò contro la Renault di Prost e, con un incidente simile a quello di Gilles, si ruppe le gambe in modo quasi irrimediabile.

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