F1 | Vettel e la Ferrari in Ungheria tra ricordi e speranze

Sebastian Vettel e la Ferrari guardano al Gran Premio di Ungheria con la speranza di ripetere il successo dello scorso anno.

di Giulio Scaccia

Le premesse e le speranze erano diverse. Ora c’è una stagione da salvare, situazione ben diversa da quanto sperato. Lo scorso anno Seb e la Ferrari colsero il terzo successo dell’anno, tra l’altro insperato. Una splendida vittoria dedicata a Jules Bianchi, in un circuito classico, in calendario ormai dal 1986.

Ora la Ferrari sta vivendo un momento difficile, dal punto di vista dei risultati e vengono messi in discussione il Team Principal Maurizio Arrivabene e il responsabile della progettazione della SF-16, James Allison, poco presente a Maranello per il grave lutto che lo ha colpito ad inizio stagione.
Seb prova a vederla positiva arrivando in una pista che apprezza:

Ho un bel ricordo di Budapest 2015, della vittoria conquistata dopo una partenza fantastica. Penso sia un bel posto, è pieno di fan, molti dei quali parlano il tedesco perché vengono dall’Austria e dalla Germania, ma anche di ungheresi entusiasti di ospitare la Formula 1 nella loro città. Il tracciato è molto corto e spesso viene chiamato ‘la Monaco dei circuiti permanenti’. Mancano i muri ma ci sono molte curve, un lungo rettilineo e a seguire una serie di curve che non lasciano molto tempo fra l’una e l’altra.

Anche dal punto di vista fisico l’Hungaroring è impegnativo ma per i piloti rimane una di quelle piste vecchia maniera, dove è un piacere correre. Seb lo conferma:

Fisicamente per noi piloti è una grande sfida, di solito fa molto caldo e l’asfalto è irregolare, ma nel complesso è un posto dove amiamo correre.

La Ferrari ha bisogno di fare risultato. Una vittoria allenterebbe la pressione e aiuterebbe a fare scelte magari non semplici, ma magari con animo più sereno.


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Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

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