F1 | Una Ferrari senza timone

Il divorzio da James Allison ha precedenti importanti nella storia della Ferrari. Un ambiente non semplice in cui sono stati spesso i tecnici a pagare per primi la mancanza di risultati in pista.

Il nome Ferrari è stato spesso  legato a vittorie sensazionali ma anche a sconfitte e crisi tecniche cicliche che, invece di minare il marco e macchiarne la reputazione, l’hanno sempre rafforzata fino a renderla quasi imbattibile.

Spesso, nella scuderia, le crisi nascevano da prese di posizioni di Ferrari, tipo quella di insistere col motore anteriore quando la concorrenza lo aveva posto dietro, oppure quando pose il veto all’introduzione delle minigonne lasciando di fatto alle lotus il campionato 1978, oppure da dissidi coi tenici che, allettati da lauti stipendi, lasciavano la scuderia per approdare ad altri lidi.

Carlo_Chiti_ferrariRicordiamo di Aurelio Lampredi, padre del 12 cilindri che portò al successo la Ferrari a Silverstone il 14/07/1951, eclettico ingegnere, che riuscì ad adattare alle macchine di produzione il motore da corsa dando lustro alla produzione Ferrari.  Lampredi viene ricordato più che per le vittorie, numerose, per la cocciutaggine a perseguire il progetto del motore a due cilindri che, alla prima prova al banco esplose lasciando senza parole Enzo Ferrari e senza lavoro il pur bravo ingenere.

Fino al 1961 la Ferrari potè contare su una stabilità tecnica che gli permise di guadagnare cinque titoli mondiali ma soprattuto si deve al corpulento ingegner Chiti la progettazione della 156 del 1961, prima Ferrari a motore posteriore che conquistò il titolo con Phil Hill proprio nel giorno in cui il compagno di colori Von Trips, nobile Junker tedesco, rimase ucciso in un incidente.

forghieri_ferrari_La conquista del titolo non portò gloria a Maranello: i dirigenti della squadra corse, con Chiti in testa, scrissero una lettera formale al presidente della SEFAC Ferrari, ing Enzo Ferrari, chiedendo di poter impedire alla moglie Laura, donna con un sistema nervoso provato dalla morte del figlio avvenuta qualche anno prima, di entrare nei box e lasciarsi andare a sfoghi e urla non piacevoli per i presenti.
L’ing Ferrari decapitò il vertice della squadra corse licenziando tutti in tronco, non già per le dimostranze valide, ma per il modo come Ferrari vedeva l’azienda come un succedaneo della famiglia: si sarebbe quindi aspettato dai suoi collaboratori un dialogo aperto e franco non un gioco a nascondersi dietro una lettera raccomandata.

Il licenziamento costò alla Ferrari molto, l’ingegnere, sospinto dalla scintilla del genio, decise di puntare tutto su un giovane laureato figlio di un operaio della linea di montaggio Ferrari: Mauro Forghieri. gli inizi furono senza dubbio duri; il giovane direttore tecnico dovette scontrarsi con la mentalità narcisista e conservatrice dei piloti e a volte del suo presidente che, nonostante le discussioni anche animate, mai lo sminuì difronte alle proteste di piloti del calibro di ickx, Lauda, A modo suo Ferrari aveva l’indubbia capacità di dar valore alla posizione di comando dei suoi dirigenti.


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