F1 | Storia: Barnard e la fabbrica degli alibi

Quando nel 1986 la Ferrari toccò il fondo, la F1-86 fu senza dubbio una delle peggiori Ferrari turbo della storia e il Drake si decise che era ora d’imprimere alla squadra nuove energie e nuove motivazioni. Resosi conto che il problema endemico delle sue macchine era il telaio, decise che a guidare il reparto tecnico della Ferrari ci sarebbe stato il genio indiscusso della Formula 1: John Barnard. Questa decisione fu accolta con scetticismo da tutti, ma Ferrari era risoluto e per tornare a vincere a quasi novant’anni era pronto a rivoluzionare l’azienda.

Nacque così l’ingaggio di Barnard, l’uomo che doveva riportare la Rossa ai vertici. Subito il tecnico inglese stupì l’ambiente e i vertici della Ferrari perchè richiese di costituire in Inghilterra un’antenna tecnologica. Tale richiesta era dettata dalla consapevolezza che la scuola telaistica inglese fosse la più preparata al mondo, quindi una sede in terra britannica avrebbe permesso di sfruttare al meglio gli ingegneri freschi di laurea e creare un team ad alto contenuto tecnologico.

Ferrari acconsentì. L’idea del Drake era quella di creare un nucleo stabile di ingegneri capitanati dall’inglese in grado di sedimentare nel tempo il grande patrimonio d’esperienza acquisita progetto dopo progetto. Guildford, diventò, usando le parole di Cesare Fiorio, “la fabbrica degli alibi” in quanto contribuì a spaccare in due la Ferrari creando un insanabile dissidio tra il gruppo di lavoro inglese e quello italiano collegati solo da un … fax.

La struttura di Guildford venne venduta da Montezemolo alla McLaren, salvo poi il rinsavimento del Presidente della Ferrari e nel 1992, dopo aver riassunto Barnard, quest’ultimo decise di rifondare a Shalford la Fdd, dove avrebbero visto i natali le Formula Uno del 1994, la 412t1 (per la verità rivista da Brunner), che riportò la Rossa alla vittoria, e la 412T2 ultima monoposto spinta da un 12 cilindri. Sempre in quella sede vide i natali il 10 cilindri che permise in seguito a Schumacher di eguagliare e battere tutti i record in Formula 1.

Todt si rese conto che avere un’antenna tecnologica fuori da Maranello era un errore e dispose l’immediato accentramento delle strutture in Emilia; Barnard non accettò e lasciò la scuderia italiana per la seconda volta.


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