Elio De Angelis, un romano in F1

1985: La seconda vittoria e l’addio alla Lotus

Per la stagione 1985 Mansell passa in Williams ed è sostituito in Lotus dal giovane Ayrton Senna. Elio vince a Imola, dopo la squalifica di Prost in un incredibile Gran Premio che tutti gli appassionati ricordano. E’ la sua seconda ed ultima vittoria. Poi tanti piazzamenti. Sarà l’anno dei “quinti” posti per Elio. A settembre riceve il Trofeo Riccardo Paletti per essere riuscito a classificarsi primo tra gli italiani sulla linea di partenza al Gran Premio d’Italia. All’inizio va meglio di Senna, poi il carioca impone la sua classe. Elio chiude la sua esperienza in Lotus e passa alla Brabham.

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1986: La fine

Arriva in Brabham in sostituzione di Nelson Piquet: si ritrovò come compagno di squadra Riccardo Patrese. All’inizio tra i due non corre buon sangue, ma in breve il rapporto si trasformò in una sincera e rispettosa amicizia. La vettura di Murray è un’automobile totalmente nuova e talmente bassa da essere soprannominata “sogliola”: un fiasco completo. Arriva solo l’ottavo posto in Brasile.

Elio ritiene anche poco sicura la BT55, ma si impegna comunque tanto per lo sviluppo. Impegnato nei collaudi al Le Castellet, l’alettone posteriore della sua Brabham si staccò mentre procedeva ad alta velocità che, dopo diversi cappottamenti, finì contro una barriera e prese fuoco. Diversi piloti, tra cui Jones e Mansell, si fermarono a prestare soccorso e Alain Prost cercò di estrarre il romano dall’abitacolo nonostante le fiamme, purtroppo senza riuscirvi. Soltanto dopo parecchi minuti alcuni meccanici, privi di tuta ignifuga e vestiti semplicemente in maglietta, giunti a piedi dai box e alcuni commissari riuscirono a tirare fuori il pilota dall’abitacolo. L’elicottero d’emergenza arrivò oltre 30 minuti dopo. Infatti, era una sessione di test privati ed i proprietari del circuito non erano tenuti a prevedere lo stesso dispiegamento di mezzi di soccorso richiesto invece per i Gran Premi. In seguito a questo incidente la FIA impose anche per le sessioni di test i medesimi standard di sicurezza delle gare. L’impatto non uccise Elio, ma provocò gravi danni alla testa ed alla colonna vertebrale: De Angelis morì a causa dell’asfissia provocata dal fumo dell’incendio, essendo rimasto intrappolato nell’abitacolo. Trasportato all’ospedale di Marsiglia, morì il giorno dopo. Era il 15 maggio 1986.

Italien Brabham-BMW driver Elio de Angelis


Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.