F1 | Gp Russia: Il poker di Rosberg e il gelo Ferrari

Nico Rosberg cala il poker: quarta vittoria consecutiva e 100 punti in classifica mondiale. Kimi Raikkonen agguanta un insperato terzo posto ma per la Ferrari è davvero notte fonda.

La Mercedes si gode questa doppietta, quasi insperata dopo i problemi di Lewis Hamilton in Q3 che non gli avevano permesso di disputare l’ultima sessione di qualifiche. Vettel messo subito fuori gioco di nuovo dal russo Kvyat non marca punti e Raikkonen porta un po’ d’acqua al mulino Ferrari con un terzo posto, ma il mondiale ha preso una brutta china per Maranello.

Ma andiamo per ordine. Nico Rosberg consolida il primato in classifica con un’altra gara in cui non ha avuto avversari, con l’unico possibile brivido della ripartenza della safety car, ma lo definiamo brivido solo per riempire queste righe. Il tedesco non ha fatto una sbavatura, non ha avuto avversari e guida la classifica del campionato a punteggio pieno.

Peggio poteva andare a Lewis Hamilton, dopo la Q3 ma l’anglocaraibico ha rimontato bene e chiudere questo week end con colo 7 punti in più di svantaggio è quasi un lusso, considerando che fino al guaio che era occorso nelle prove, il tre volte campione del mondo sembrava tornato quello dello scorso anno: veloce, consistente e davanti o molto vicino al compagno di squadra. Questo può far aumentare il rammarico, ma la convalescenza di Lewis potrebbe essere quasi finita. Certo è che Nico Rosberg è in forma spaziale e sembra interpretare la Mercedes nel migliore dei modi.

Vettel-Kvyat-Russia-2016Capitolo Ferrari. Sebastian Vettel in prova aveva fatto il suo ma la penalizzazione lo ha ributtato in mezzo al gruppo. E nel gruppo si rischia. Se poi trovi un kamikaze russo che come vede rosso si infiamma.. Kvyiat ha toccato ben tre volte la Ferrari di Seb, con un comportamento esagerato e irreponsabile. La gara del tedesco è durata soltanto due curve. Il via è stato convulso ed anche Hulkenberg è stato costretto al ritiro. L’ira del campione tedesco a fine gara è comprensibile. Seconda gara non disputata, e un distacco siderale in classifica ed i musi in Ferrari sono lunghi, mentre i nervi iniziano ad essere molto tesi.

La Ferrari inizia a muoversi tra improvvise cautele, mezzi isterismi e disillusioni. I piloti hanno ricevuto una dose di pressione addosso probabilmente esagerata, come del resto tutta la scuderia. Molti piccoli errori, nonostante Seb e Kimi stiano dando il massimo e facendo bene. Vettel ha un grosso carico di responsabilità. Lo scorso anno tutto quello che veniva agguantato era un qualcosa in più. Quest’anno invece le aspettative erano alte. Troppo alte. Chissà come sarebbe andata se in Australia la Ferrari avesse vinto. Non sarebbe diminuito il gap tecnico nei confronti della Mercedes, ma sicuramente, oltre a qualche punto in più, ci sarebbe meno pressione addosso alla squadra.


Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.