F1 | Alonso, Herbert e le reazioni troppo normali

Il simpatico siparietto (ma nemmeno tanto) che ha visto protagonisti Fernando Alonso e Johnny Herbert durante le prove del Gran Premio del Bahrain, con il pilota inglese che invitava il collega spagnolo (appiedato dai medici della FIA) ad appendere il casco al chiodo e il 2 volte iridato che è imperversato durante la diretta ricordandogli i suoi titoli, è stata una scena che, piaccia o non piaccia, ha restituito un briciolo di dignità ai protagonisti delle scene mondiali e che, forse, fa riflettere su quello che è il ruolo degli ex-piloti quando, una volta smesso il casco, prendono in mano il microfono per essere commentatori tecnici.

Chiariamoci, Johnny Herbert è uno dei migliori prodotti sfornati da Flavio Briatore – così come Fernando Alonso – , con cui esordì in Formula 1 e in seguito fu capace di vincere 2 gare con la super-Benetton del 1995, oltre a collezionare una 24 Ore di Le Mans a bordo della mitica Mazda 787B e la prima vittoria della Stewart nella gara dell’interminabile pit-stop di Irvine al Nurburgring 1999; quindi è tutto fuor che un perfetto sconosciuto nel mondo delle corse. Ma quando gli ex-piloti prendono in mano il microfono a volte si lasciano andare a giudizi anche eccessivi nei confronti dei colleghi. Certo, arrivare all’appellativo di “idiota” rifilato da James Hunt ad Andrea De Cesaris (Imola 1990) è dura, ma di giudizi non certo teneri nei confronti dei colleghi ce ne sono stati; basterebbe ricordare le parole non certo tenere rifilate proprio all’asturiano da Jacques Villeneuve.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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