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F1 | Storia – Le forniture di motori mascherate

ap04Come te lo richiamo un Ferrari? Ferrari e Sauber. Una partnership che dura da vent’anni se si esclude il periodo di gestione BMW. Il team elvetico iniziò questa importante collaborazione a fine 1996 dopo due anni con i vecchi motori Ford. A Maranello, però, non andava giù il fatto che la scuderia si finanziasse con soldi provenienti da un team minore, e così arriva il colosso malese del petrolio Petronas che, oltre a diventare grande finanziatore della Sauber stessa, paga e marchia col proprio nome i V10 made in Maranello. Tra alti e bassi, la collaborazione è durata dal 1996 al 2005 e dal 2010 ad oggi con risultati talvolta alterni e una fortissima collaborazione che ha permesso alla Ferrari di poter mettere mano su piloti come Massa e Raikkonen. Ma la Sauber non è l’unica ad aver avuto un motore Ferrari ri-marchiato. Nel 2001 la Prost Gp, in piena crisi economica, abbandona i deficitari V10 Peugeot e, come se non bastasse, si vede pure chiudere in faccia le porte dalla Mercedes; costruttore che il quattro volte campione del mondo aveva a lungo tentato di convincere a cedere i suoi vecchi V10. Prost, allora, invoca il suo nuovo sponsor Acer (computer) la quale paga una fornitura di motori Ferrari 049. Nonostante siano motori dell’anno precedente, la Prost chiude l’anno con quattro punti contro lo zero fatto segnare l’anno prima con motori ufficiali Peugeot ma, ciononostante, il “professore” deve chiudere le attività sportive per mancanza di fondi a fine anno.

minardigeneaus2000Tre stagioni, due macchine, un motore: Un capolavoro del battezzare i motori con altri nomi. Lo compie la mitica Minardi tra il 1999 e il 2001 in un periodo nella quale si è passati da un minimo di garanzia economica, al rischio di chiudere bottega alla salvezza artigliata con le unghie e con i denti. La Minardi nel 1999 corre i motori Ford Zetec-R che sono gli stessi dell’anno prima e che, per intenderci, hanno debuttato in Formula 1 nel 1994. Nel 2000 la Ford scende in campo col marchio Jaguar e non vuole essere implicata in forniture di motori a team di bassa classifica. Con i vecchi Ford rimasti nelle fabbriche di Faenza e tutta la passione di Giancarlo Minardi arriva l’aiuto dell’amico e grande aiutante Gabriele Rumi che si sobbarca gli onerosi costi di gestione e manutenzione dei V10 Ford che vengono per l’occasione richiamati Fondmetal, la ditta di proprietà di Rumi. I soldi provenienti dalla Telefonica e dalla PSN dovrebbero fare il resto. Peccato che già a fine anno la Telefonica abbandona insieme a Marc Genè e Mazzacane (protetto PSN) lascia la Minardi per la Prost. Senza piloti e soldi, il team faentino rischia seriamente di chiudere e a complicare le cose ci pensa la salute cagionevole di Gabriele Rumi. Ad inizio 2001, Rumi mette in vendita le proprie quote del team per garantirne la sopravvivenza e l’acquirente è un australiano che, per parlarci terra terra, è fuori come un poggiolo (nel senso bonario del termine): Paul Stoddart. L’Aussie carico di dollaroni, si rende conto a gennaio che non c’è tempo per preparare a dovere una stagione di Formula 1, e così battezza la M02 in PS01 e i motori da Fondmetal a European. A fine 2001, Stoddart strappa un’accordo con la Asiatech di Enrique Scalabroni (che nient’altro erano se non i vecchi progetti Peugeot) e i vecchi Ford Zetec vanno finalmente in pensione.

Dal 2016, rivedremo un team di F1 utilizzare motori rimarchiati. Come detto, sarà la Red Bull con i Renault battezzati Tag Heuer. Nella storia della Formula 1, un motore costruito da una grande casa ma ribatezzato con il nome di uno sponsor di un team oppure un motori costruiti da società esterne ma disegnati da grandi marchi, non ha mai vinto un gran premio ne fatto una pole position. I migliori risultati gli ottenne il nostro Giancarlo Fisichella che tra il 1998 e il 2000 arrivò quattro volte secondo. Sarà solo pura e mera statistica, ma è bello vedere ogni tanto un pilota italiano primeggiare in qualche campo. Nella speranza che la coppia Ricciardo Kvyat rompa questo tabù.



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Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.

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