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F1 | Storia – Le forniture di motori mascherate

B199L’epopea Supertec: Nella seconda metà degli anni ’90, si assiste ad un vero e proprio boom di motori rimarchiati a seconda delle esigenze. A lanciare il sasso che causa una serie di forniture mascherate, è la Renault che abbandona l’attività di fornitrice di motori dopo il trionfale 1997. Peccato che i motori V10 siano ancora assolutamente competitivi e per il 1998 la Williams corre con dei motori marchiati Mecachrome che, però, non sono nient’altro che progetti Renault costruti nella sede della società francese che, da anni, collaborava già con il team di Frank Williams. Flavio Briatore, onnipresente quando si parla di party chic e di affari nel mondo della Formula 1, annusa la possibilità di far su un bel gruzzolo di milioni. Fonda la Supertec, società che ha lo scopo di acquistare i motori costruiti dalla Mecachrome e di rivenderli ai team di Formula 1. Il “Flavione nazionale” piazza subito una fornitura alla Benetton che, però, ribattezza a sua volta i motori Playlife (brand di proprietà della famiglia Benetton) e l’anno successivo vende i V10 anche alla Bar di Jacques Villeneuve e Ricardo Zonta che, però, correranno con il regolare marchio Supertec come farà anche la stessa Williams. L’anno successivo, Briatore viene contattato dall’ “amico” Tom Walkinshawn che vuole i motori Supertec sulla sua Arrows. Solo l’annuncio del ritorno in Formula 1 della Renault, stavolta esclusivamente come costruttore, porrà fine alla breve vita della Supertec.

arrowsa20L’Arrows ci ricasca: A fine 1997, la Arrows è moralmente a pezzi. I sogni che arrivavano dagli aiuti progettuali di John Barnard e dalla guida di Damon Hill sono andati in fumo. Tom Walkinshaw , da due anni alla guida del team, si trova anche scaricato dalla Yamaha che ha deciso di abbandonare la Formula 1. Vecchia volpe del Paddock, Walkinshaw non si fa intimorire e con un colpo di reni tenta il colpaccio : correre con motore e telaio entrambi Arrows. Ok, per il telaio non c’è problema. Ma il motore dove lo si può costruire? Semplice: si compra una fabbrica già pronta per costruire un motore per la Formula 1 e la factory di Brian Hart rispecchia a pieno ciò che Walkinshaw cerca. L’accordo tra a Hart e Walkinshaw si trova in un batter d’occhio e, partendo dai V10 Yamaha, vengono disegnati, progettati e infine messi in pista dei motori derivati dalla Yamaha, sviluppati dalla Brian Hart Ltd. ma marchiati Arrows che, alla fine dei conti, è colei che ha messo i soldi. Dopo un 1998 positivo (sei punti) il 1999 mette in mostra le lacune del progetto: un motore ormai alla fine e un team che si sta avviando ad un lenta ed inevitabile fine.


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Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.

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