F1 Ecclestone vuole ancora i motori alternativi

7 dicembre 2015 – Bernie Ecclestone non lascia mai niente di intentato. Nonostante il no ricevuto dai motoristi sulla proposta di introduzione di un motore più economico, il Supremo continua a pensare che l’unica soluzione per salvare la F1 da se stessa sia di permettere a chi ha scarse risorse di avere un motore – non una power unit –  potente e con un prezzo ragionevole.

 

Come ha dichiarato al giornale tedesco Welt am Sonntag, le discussioni sull’introduzione di una nuova power unit entro il 2018 proseguono, ma se i team non troveranno un accordo la FIA potrà imporre la sua linea per il bene della F1. Questo, oltre che per abbassare i costi, sarebbe fatto per rendere più vivace la competizione in pista, e per semplificare una tecnologia che – in fondo – alla gente non interessa. “Il pubblico vuole vedere gare divertenti, con tanti vincitori diversi, ed è ciò che la F1 deve offrire” conclude.
Come essere in disaccordo con Ecclestone? Ha colto bene il punto della situazione, ma restano troppi punti interrogativi su questo progetto, uno su tutti il balance of performance tra questo motore e le power unit ibride, pressoché irrealizzabile, a meno che non si voglia creare una F1 a due velocità, un po’ come accadeva negli anni ’80 quando turbo e aspirati convivevano. Una soluzione in realtà è già stata proposta, circa un anno fa, ma è passata in sordina: Chris Horner, team principal della Red Bull, aveva proposto un V6 biturbo, cioè gli attuali motori termici con un secondo turbo e un KERS simile a quello usato fino al 2013 al posto dell’attuale ERS. La potenza di questo motore non sarebbe poi così distante da quella delle power unit attuali, ma i costi sarebbero decisamente più contenuti.


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Marco Bottamini

Seguo la F1 dal 2000, GP di Suzuka... Da allora, il mio amore per la regina del motorsport è diventato indissolubile. Ogni domenica è un rito, un brivido, un'emozione, sull'onda della velocità.