F1 Nico Rosberg risponde a Hamilton
 

 


F1 Nico Rosberg risponde a Hamilton

20 novembre 2015 – Non si è certo fatta attendere la replica di Nico Rosberg a seguito delle pesantissime dichiarazioni che Hamilton ha rilasciato sul podio di Interlagos, in cui ha coinvolto direttamente la Mercedes e le strategie del team, accusandoli di aver favorito nelle strategie il suo compagno di squadra.

hamilton_gerRosberg, che durante tutta la stagione ha dovuto subire l’irruenza e la maggiore competitività dello scomodo compagno-rivale, ha riacceso in pista uno scontro che sembrava sopito dalla superiorità di Hamilton, che ha insospettito molti opinionisti circa il fatto che la corsa iridata fosse pilotata dalla stessa Casa di Stoccarda. Infatti, appena i giochi iridati si sono chiusi per l’inglese, con Rosberg tutt’altro che felice sul podio di Austin per il generoso accompagnamento fuori pista in partenza, si è ripreso una doppia rivincita in Messico e a Interlagos, che ha scatenato le ire dell’inglese Il quale, dopo i fatti di Spa 2014 ha fatto in modo che i vertici della Mercedes cambiassero atteggiamento nei confronti di Rosberg, di fatto trattandolo come un vero e proprio secondo pilota.

E così si spiegano anche certi atteggiamenti, come le scuse rivolte dal team a Hamilton per l’errore commesso dallo stesso inglese quando ha chiamato il pit-stop nella gara di Montecarlo, in crisi di gomme, forse a voler nascondere alcuni limiti di guida e nel saper gestire le gomme che hanno fatto la differenza e che anche in passato si sono resi manifesti nei confronti di altri compagni di squadra come Jenson Button (Montreal 2011 è stato un esempio). E se a questo ci aggiungiamo la tolleranza verso alcuni episodi come l’uso non autorizzato dal Rosberg Hamilton spateam del bottone “Overtake” in Bahrain l’anno scorso o il secco rifiuto dell’ordine di lasciar passare Rosberg in Ungheria ecco che all’inglese, pur di nascondere i limiti di guida, viene anche tollerato di scavalcare le regole interne del team, mentre i comportamenti del compagno di squadra vengono sanzionati. E di questo Rosberg se ne è accorto bene, tant’è che ha mal digerito per tutta la stagione di fare il secondo di Hamilton e non ha gradito alcune irriverenze dell’inglese, come il lancio del cappellino prima di salire sul podio negli Stati Uniti. E adesso che i giochi iridati sono fatti, vuole a ragion veduta togliersi qualche soddisfazione, per quello che gli è concesso. E ovviamente gode dell’appoggio del team, che mira ad avere il massimo risultato da entrambi i piloti, ossia la doppietta iridata, risultato ottenuto proprio grazie alla vittoria del tedesco in Brasile. Ma non ha fatto i conti con Hamilton, che, invece di cercare di superare i doppiati in pista e mantenere un distacco che gli consentisse di duellare negli ultimi giri, ha perso tempo a fine gara a lamentarsi con tutto il team. Ed ecco che Rosberg ha scritto di suo pugno un articolo dalle colonne della Bild e gli ha risposto per le rime, conscio del risultato ottenuto, di una maggiore serenità all’interno del team e di avere finalmente scovato l’arma che gli permette di reggere il confronto con Hamilton, dopo essersi accollato l’errore di Austin ha dichiarato di ignorare le dichiarazioni dell’inglese, dicendo al contempo che forse l’inglese “abbia difficoltà con il fatto che gli ho un po’rovinato la festa mondiale“. E se queste sono le premesse, il baricentro delle attenzioni del team nei confronti dei due piloti potrebbe ben presto spostarsi a favore del tedesco, che parla poco e concretizza molto in pista. Mentre l’inglese, forse sommerso dalla vita mondana e in qualche modo appagato dal conseguimento del terzo titolo, invece di accontentarsi e ammettere i propri errori si lascia andare a qualche esternazione di troppo accusando il team. Tutto il contrario di Rosberg, che si sta preparando a un 2016 in cui potrebbe avere la rivincita sportiva e non solo sul compagno di squadra.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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