F1 Storia: GP Ungheria 1990, l’ultima di Boutsen

21 luglio 2015 – Anteprima storica del Gran Premio d’Ungheria con una delle edizioni forse meno ricordate nella storia di questa gara, che a dire il vero è abbastanza recente, e coincide con la terza e ultima vittoria di Thierry Boutsen, che condurrà la gara dall’inizio alla fine.

photo_2015-07-22_12-36-50Boutsen inizia questa gara nel migliore dei modi già nel corso della sessione di qualifica, dove condividerà la prima fila dello schieramento con il compagno di squadra Patrese e conquista la sua prima e unica pole position per 36 millesimi. Ma ben presto, al via della gara, era chiaro che il protagonista della corsa avrebbe ben potuto essere un altro e risponde al nome di Ayrton Senna. Ma andiamo con ordine.

Alla partenza della gara, è Berger che tenta di portarsi da subito in testa, superando Patrese ma non riuscendo ad avere la meglio su Boutsen. Senna, invece, si vede infilato al via da Mansell e Alesi, che si accoda all’inglese mentre supera la McLaren numero 27 all’esterno. Peggio è andata a Prost, che ha perso ben 3 posizioni al via e si vede costretto a rimanere nel gruppo comandato da Alesi, mentre Boutsen, Berger, Patrese e Mansell fanno l’andatura. Al 21. giro, Senna supera Alesi, ma viene costretto a rientrare ai box per aver forato e così scivola in 10. posizione.

Alesi viene superato anche da Nannini e Prost, ma il francese della Ferrari subito dopo va in testacoda e rompe il cambio, concludendo anzitempo la sua gara. Alesi, invece, si ritira per un incidente con la Minardi di Pierluigi Martini. Senna si ritrova così la strada spianata per andare a riprendere i primi 5, mentre Berger prova a cambiare le gomme nel tentativo, vano, di cercare di superare Boutsen. Mansell, invece, nel tentativo di superare Patrese apre la porta a Nannini, che li supera entrambi, mentre l’inglese viene infilato anche da Senna.

BoutsenIl brasiliano si porta al terzo posto, superando Patrese e va a caccia di Nannini; al giro 64 lo attacca alla chicane e lo fa letteralmente volare fuori pista, prendendosi il secondo posto e portandosi alle spalle di Boutsen. 8 giri più tardi, anche Berger prova la stessa manovra su Mansell ma gli riesce male, così i due sono costretti entrambi ad abbandonare la gara. Senna ricuce lo strappo su Boutsen e scava un argine tra sè e Piquet, che nel frattempo ha superato Patrese. Ma la vittoria va a Boutsen, che vince davanti a Senna, Piquet, Patrese (che firma il giro più veloce), Patrese, Warwick e Bernard. Una vittoria che sembra un ottimo viatico per quella che sarà la stagione del grande rilancio, ossia quella del 1991, grazie all’arrivo di Nigel Mansell. Ma questa è un’altra storia.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)