F1 Storia: GP Giappone 1992, Patrese e il regalo di Mansell

21 aprile 2015 – Lo scorso venerdì Riccardo Patrese ha compiuto 61 anni e per celebrare non solo lui ma anche Frank Williams, che ha compiuto gli anni pochi giorni prima, il tributo che gli vogliamo dedicare è legata a quella che senza ombra di dubbio è la pagina più rosea della storia della  scuderia di Sir Frank, ovverosia la trionfale stagione 1992, quella in cui una monoposto semplicemente formidabile, che risponde al nome di FW14, annienta letteralmente la concorrenza, facendo firmare ai due piloti una straordinaria doppietta con numeri da record: 10 vittorie e 15 pole position in 16 gare.

patresewilliamsUn trionfo che prende forma da lontano, dal grande lavoro iniziato nel 1991, quando questa monoposto dapprima acerba sembra sopperire di fronte alla velocissima e potentissima McLaren Mp4/6, ma che nel corso della stagione cambia pelle e diventa una macchina da guerra, in grado quasi di ribaltare il risultato, sfiorando il titolo per poi gettare le basi di questo trionfo semplicemente straordinario.

Un trionfo che si conclude in una parentesi di festa alla penultima gara stagionale, sul circuito di Suzuka, dove la Williams, manco a dirlo, si presenta con l’intenzione di dominare anche questa gara. Manmsell e Patrese si assicurano le prime posizioni già nelle prove del venerdì, con l’inglese che infligge distacchi terrificanti a tutti gli altri, a iniziare proprio dal padovano staccato di quasi 9 decimi, Senna a oltre 1 secondo e Berger quarto a quasi 3 secondi. Una situazione paradossale e imbarazzante, che si spiega per la presenza della pioggia, che si è presentata nel corso delle qualifiche del sabato.

La gara è un vero e proprio gioco al massacro, una prova di resistenza senza eguali, che uno dopo l’altro fa fuori tutti gli avversari delle due Williams e di Mansell in particolare, che scappa via facendo perdere le sue tracce da subito. Senna, Schumacher e Herbert cadono uno dopo l’altro come birilli, ritirandosdi anche a causa del ritmo impressionante impresso dalle due Williams. Tutto procede regolarmente per le due Williams, forse anche troppo, fino al momento del pit-stop. Poi, di colpo, Mansell inizia a rallentare e decide di far passare Patrese, imitando quello che aveva fatto Senna l’anno prima con Berger, per poi iniziare a insidiarlo. Un altro bel gesto d’altruismo e ancora una volta un bel modo per concludere un trionfo. Tanto bello sino al momento in cui Mansell viene costretto a ritirarsi perchè il suo propulsore ha deciso di dirgli di no rompendosi a 9 tornate dalla fine. Lo stesso momento in cui a fare la stessa fine è la Lotus di Mika Hakkinen, anche lei tradita dal V8 Ford. Nela gara che si potrebbe definire come il trionfo delle seconde linee, Patrese vince davanti a Berger e Brundle (con Mansell, Senna e Schumscher fuori gioco), seguiti da De Cesaris, Alesi e Fittipaldi. Alla fine, anche quello di Mansell è stato un bel gesto, anche se poi Patrese verrà indotto ad allontanarsi proprio a causa degli ordini di scuderia. Ma forse il gesto di Mansell in parte ha ricompensato quelle che sono le sofferenze date dall’ingrato ruolo di seconda guida.

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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)