F1 Sentenza Van Der Garde vs. Sauber: retroscena e risvolti

12 marzo 2015 – Dopo la vittoria in primo grado, Giedo Van Der Garde si è visto confermare la sentenza con cui la Sauber viene “condannata” a dare uno dei due sedili per tutta la stagione al pilota olandese. Lo ha deciso la Corte d’Appello dello Stato del Victoria.

La scuderia elvetica viene così obbligata a liberare uno dei due sedili, affidati a Felipe Nasr e Marcus Ericsson, per far spazio al pilota olandese proveniente dalla ex Caterham. La decisione è arrivata dopo un’udienza molto combattuta, in cui oltre alla Sauber sono comparsi anche Nasr ed Ericsson insieme ai loro avvocati, per rivendicare invece la titolarità dei sedili delle due monoposto di Hinwil.

Ma questa sentenza, a quanto sembra, sarà ben lontana dall’essere eseguita da parte della Sauber, che infatti ha già escluso l’olandese dalla propria entry list (in cui, appunto, figurano Nasr ed Ericsson). La motivazione principale è che, a fronte di un contratto firmato, Van Der Garde è sprovvisto di un requisito fondamentale per poter correre: la Superlicenza FIA.

La situazione si fa assai complicata, visto che da un lato la scuderia elvetica gioca a suo favore la carta della mancanza della Superlicenza da parte dell’olandese e dall’altro, Van der Garde, potrebbe costringere la Sauber a velocizzare le procedure per il rinnovo, ma a gara in corso la cosa sembra altamente improbabile.

Già, perchè alla Scuderia elvetica viene imposto di far correre Van der Garde già nel corso del weekend australiano e dovrebbe sostanzialmente avviare delle procedure tecniche per consentire all’olandese di disputare il Gran Premio (cosa astrattamente possibile, visto che la sentenza è già produttiva di effetti), ma la scuderia elvetica non ha nessuna intenzione di fargliela ottenere.

Il rischio, però, è quello che Van Der Garde da un lato e il pilota che lo dovesse sostituire dall’altro citino la Sauber per ottenere un cospicuo risarcimento dei danni, che metterebbe a repentaglio il futuro stesso della Scuderia elvetica, recentemente ristrutturata finanziariamente grazie all’apporto del Banco do Brasil, sponsorizzazione che rischierebbe di perdere se il pilota appiedato fosse Felipe Nasr. Una situazione ingarbugliata che certamente non è finita.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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