F1 Il mozzo soffiato torna prepotente

18 febbraio 2015 – Tornano prepotentemente sulla scena i tanto discussi cerchi con i mozzi soffiati. A Jerez, la settimana scorsa ma anche a Barcellona in questi giorni, sono stati nuovamente testati da Ferrari, McLaren e Red Bull. Una soluzione tecnica che già da molto è apparsa in F1 ma che poi non ha trovato stabilità di applicazione.

Il sistema che per la prima volta fu portato in pista dalla Red Bull sulla RB8 nel 2012 ma poi bandito dalla FIA perché dotato di parti mobili che influenzavano l’aerodinamica e che rendevano non sicuro l’impianto frenante (secondo FIA), fu poi rivisto e reso legale dalla Williams nell’anno successivo che elimino le parti mobili, leggi anche qui: http://www.f1sport.it/2013/02/26/f1-la-williams-con-i-portamozzi-aerodinamici/ Questa soluzione in pratica estrae l’aria calda dal cerchio ed oltre ad avere una funzione di raffreddamento dell’impianto frenante, ha la capacità di ridurre le turbolenze nella zona delle ruote anteriori. Forzando l’estrazione dell’aria calda dal cerchio produce una forte depressione interna che favorisce l’aspirazione dell’aria nella zona interna al pneumatico, ripulendo la zona tra gomma e telaio dalle turbolenze nocive, migliorando per tanto l’efficenza aerodinamica della vettura. Questo, ovviamente, migliora l’aerodinamica complessiva della monoposto e rende i flussi, che incontreranno le pance della vettura, meno turbolenti e più regolari. Nella foto sotto la Williams FW-35 del 2013 con la rappresentazione grafica dei flussi del sistema.

williams fw35

Un soluzione tecnica questa dei mozzi soffiati che ora viene ripresa da molti top team che sia a Jerez che a Barcellona, stanno testato continuamente. La Ferrari ad esempio dopo averla utilizzata in alcuni GP della prima parte del campionato scorso, per poi accantonarla, ora prova nuovamente la sperimentazione di questa soluzione che evidentemente si crede possa dare dei buoni benefici aerodinamici. Sotto il disegno di un mozzo soffiato e il mozzo chiuso che generalmente è stato utilizzato nel 2014 dalla “rossa”.

mozzi__

Ancora più sotto un immagine che mostra la soluzione utilizzata a Jerez quest’anno con un dettaglio che evidenzia il condotto che si trova all’interno del mozzo che soffia l’aria dall’interno del cerchio all’esterno della gomma.

mozzi_2015

 Ma vediamo nel dettaglio il funzionamento di questo particolare espediente aerodinamico. Nella foto sotto abbiamo evidenziato ad esempio il mozzo soffiante utilizzato dalla Williams FW-35 nel 2013 dove era possibile chiaramente vedere le canalizzazioni ed i percorsi che i flussi dell’aria compivano all’interno del mozzo e portamozzo. Una grossa quantità d’aria passava all’interno dell’orechiozza più grossa (evidenziata in giallo) per poi soffiare all’esterno direttamente nel mozzo. Una seconda canalizzazione (in rosso) prendeva una quantità d’aria minore per indirizzarla direttamente sulla superficie del disco, mentre un altra ancora (in blu) scorreva direttamente all’interno del cestello del freno.

canali_mozzi_soffiati_

Dalle foto sotto invece possiamo vedere come anche la Red Bull sia tornata e riprendere la soluzione che lei stessa aveva lanciato con la RB8 e poi abbandonato successivamente e come, infine, anche la McLaren abbia deciso pure lei di sperimentare il mozzo soffiato. Soluzioni che i tre team sicuramente interpreteranno con qualche differenza tecnica ma che sono basate, dal punto funzionale, sullo stesso concetto.

mozzi_mcl_red_bull



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Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato

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