F1 Legend | Tyrrell 006
 

 


F1 Legend | Tyrrell 006

17 gennaio 2015 – Quarta uscita di F1Legend, la collana dedicata alle leggendarie monoposto di Formula a cura della redazione storica di F1Sport.it. Oggi è il turno della Tyrrell 006.

Ci sono quelle storie particolari, affascinanti, sognanti. Storie che ti piace leggere o ricordare in serate di pioggia intensa, d’inverno, vicino ad un camino caldo e scoppiettante. Un pò quella situazione che metteva al sicuro Sir Jackie Stewart nel pensare al vero Nordschleife. Dici Jackie Stewart, e pensi Tyrrell. Oggi è il turno della sua ultima arma, la sua ultima compagna di battaglia. Quella Tyrrell tutta blu Elf con nome di telaio 006. Attizzate ancora una volta il fuoco, queste sono storie da leggere tutte d’un fiato, senza interruzioni. Neanche per riflettere.

tyrrel2La nascita Ken Tyrrell e Jackie Stewart si conoscono da anni e hanno già vinto tanto insieme. Il “tanto” è rappresentato da due mondiali, anche se il primo era con iscrizione Matra, una sfilza di Gran Premi e sono uno dei team di riferimento del periodo. Il 1972, però, non è dei più esaltanti. La Lotus 72D affidata al “Rato” Emerson Fittipaldi, vince e stravince. La Tyrrell, col progetto 005, arranca. Stewart vince la tappa inaugurale in Argentina, poi arrivano solo i 3 punti di Monaco. Ci si mette anche la salute di mezzo, con Stewart allettato all’ospedale per un’ulcera mentre a Nivelles si corre il Gran Premio del Belgio. Al suo rientro, Stewart vince in Francia ma Fittipaldi ormai è “mondialmente” in fuga. Nelle vecchie fabbriche di lavorazione del legno della Tyrrell, si lavora già da luglio. Derek Gardner prende in mano il progetto della 005 e lo ritocca, lo modifica, lo migliora. La 005 di Cèvert viene irreparabilmente danneggiata durante un a fine anno e Tyrrell coglie l’occasione per far debuttare la neo nata creatura. Rispetto alla 005, si notano subito l’airscope sopra la testa del pilota più grande e avanzato per favorire il baricentro, l’alettone anteriore allargato per favorire il lavoro dei radiatori dell’olio alloggiati al suo interno, per l’attacco delle sospensioni arretrato per favorire un nuovo disegno delle pance laterali e anche per una linea in generale più spigolosa. Dal punto di vista meccanico, Tyrrell si affida al classico Ford DFV e al cambio Hewland aggiornato. Il debutto avviene al Gp degli Usa nel 1972 nelle mani di Cèvèrt, e già nella gara successiva il giovane francese chiude dietro al compagno Stewart che, però, ha ancora tra le mani la 005.

tyrrell1I trionfi e le lacrime A inizio 1973, Cèvèrt continua lo sviluppo della 006. Stewart, che si fida ciecamente del compagno di team, inizia con la già collaudata 005. La 006 sembra migliore della vecchia 005 e così Stewart la porta al debutto personale a Kyalami, dove ottiene la prima vittoria stagionale per la Tyrrell che ora può, finalmente, impensierire seriamente Fittipaldi e la Lotus 72. A maggio le fabbriche di Ockham sfornano per la prima volta una seconda unità dello stesso telaio: la 006\2 affidata in toto a Jackie Stewart che, però, sarà costretto al ritiro in Spagna a causa di un problema ai freni. Cèvèrt, invece, si classifica secondo, dando l’impressione a tutti di avere doti e conoscenze del mezzo superiori a Stewart, e di potersi quindi candidare al ruolo di prima guida. La sua generosità, mischiata a grande lealtà e riconoscenza nei confronti di Stewart, lo fermeranno nella classifica iridata, ma lo spareranno dritto nella storia.Dopo questo piccolo scivolone, la 006 e Stewart, non si fermano più. Lo scozzese vince in: Belgio, Montecarlo, Olanda e Germania; venendo spesso accompagnato alla bandiera a scacchi proprio dal fedelissimo scudiero Cèvèrt. La 006 è una macchina potente e affidabile, che piega la resistenza di una Lotus 72 che comincia a mostrare i segni dell’età. A Monza, con due gare d’anticipo, Stewart si laurea per la terza volta campione del mondo e, probabilmente, conferma la decisione presa mesi prima: ritirarsi a fine stagione. Col titolo piloti in tasca, il team si concentra sul costruttori e su Cèvèrt, voglioso di chiudere il campionato secondo, cresciuto a dismisura nel corso della stagione ed essersi guadagnato sull’asfalto il ruolo di erede degno di Stewart. Peccato che del ritiro di Sir Jackie ne era a conoscenza solamente Tyrrell. In Canada, Cèvèrt e protagonista di un’incidente dove ne uscirà con i piedi doloranti e il telaio distrutto. Dall’Inghilterra viene imballata e spedita la 006/3, ultimo telaio marchiato 006 ad uscire dalle fabbriche Tyrrell. A Watkins Glen, Cèvèrt è fiducioso per la gara e spera di centrare la seconda vittoria in carriera che lo proietterebbe in seconda posizione nel campionato. Nel corso delle qualifiche, però, il francese è vittima di un’atroce incidente e morirà praticamente all’istante ( Leggi articolo qui ). Doveva essere il futuro della Tyrrell. Con due 006 distrutte, l’unica esistente viene utilizzata per l’inizio del 1974 e affidata prima a Scheckter e poi a Depailler ma non otterrà particolari risultati. Definitivamente ritirata, la 006/2 verrà donata da Tyrrell a Stewart come ringraziamento per quanto avesse dato al team del boscaiolo.

Finisce qui la storia della Tyrrell della 006. Una storia dall’inzio avvincente e dal finale triste e drammatico. L’ultima Tyrrell a vincere un mondiale nella storia, forse troppo dimenticata per via degli anni e per via che la sua erede non ne fu all’altezza. Una monoposto, diciamocelo, sottovalutata ma che ha saputo essere degno destriero dei suoi cavalieri Stewart e Cèvèrt. Se è vero che “dietro ogni uomo c’è una grande donna” è altrettanto vero che dietro sotto un grande pilota c’è una grande macchina. Mai dimenticarlo.



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Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.

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