F1 | Sainz con Verstappen, la “baby” Toro Rosso vuole stupire

01 dicembre 2014 – La scuderia faentina avrà i piloti con l’età media più bassa della storia del campionato. Obbiettivo stupire la concorrenza.

toro (2)Quando la F1 è roba per ragazzi. Non si parla di tifosi che a scuola discutono di GP o di giovani che assistono sulle tribune agli eventi ma…. di piloti! La Toro Rosso, scuderia satellite della Red Bull, nel prossimo campionato schiererà una coppia giovanissima, la più giovane che si sia mai presentata al via di un Mondiale di F1. Con Max Verstappen e Carlos Sainz jr. il team di Franz Tost vuole stupire tutti.

Verstappen MaxMax Verstappen era stato annunciato da tempo, suscitando molta curiosità. Il pilota olandese, figlio di Jos Verstappen (compagno di Michael Schumacher in Benetton nel 1994 e due podi in carriera proprio in quella stagione) è il più giovane pilota della storia della massima categoria a ruote scoperte dell’automobilismo. E’ già il pilota più giovane ad aver partecipato ad un weekend di gara, avendo guidato nelle libere dello scorso GP del Giappone a 17 anni e 3 giorni. L’olandese è ritenuto dai vertici Red Bull (in particolar modo da Hellmut Marko, già scopritore di Vettel e Ricciardo) un predestinato, definito un ‘Maradona dei motori’. La famiglia di Max ha grande tradizione automobilistica: oltre al padre Jos, anche la madre, Sophie Kumpen, è stata una pilota di successo, nelle gare di kart e pure  nonno e zio materni sono stati piloti. Dopo aver partecipato al campionato europeo di F3 ed aver vinto il Master F3 di Zandvoort, per il giovanissimo driver ci sarà il battesimo in F1. A marzo, al GP d’Australia, Verstappen sarà il primo minorenne a prendere il via ad un GP.

sainzJRAnche Carlos Sainz jr. si presenta come un predestinato. Figlio del mitico Carlos, due volte iridato nel Mondiale rally e vincitore della Parigi-Dakar, lo spagnolo è considerato da tempo il pilota di punta del Red Bull junior team. Accostato anche alla McLaren dopo l’annuncio del nuovo compagno, Carlos jr. approda in Toro Rosso al posto di Vergne, non confermato nonostante un’ottima esperienza a Faenza. Sainz ha vinto il titolo karting Asia-Pacifico KF3 nel 2008, due anni dopo ha debuttato in Formula BMW e poi è passato in Formula Renault 2.0, Formula 3 britannica fino all’approdo in  GP3 nel 2013; quest’anno lo spagnolo è diventato il più giovane vincitore della World Series Renault e in settimana ha disputato i test di F.1 ad Abu Dhabi per la Red Bull. Per lui, l’esperienza in F1, che aveva sognato già un anno fa, è l’occasione di togliere peso al cognome ‘pesante’ che porta. A tal riguardo, ecco le sue parole alla presentazione in Toro Rosso:

“Non voglio essere paragonato a mio padre. Lui si è dedicato ai rally, io alla F.1. Dietro il mio approdo in F.1 ci sono lavoro e sacrificio – dice lo spagnolo a Madrid durante la sua presentazione ufficiale -. Sin da piccolo quando ero nei kart ho capito quanto fosse pesante il nome di mio padre nel mondo dei motori e ho lottato duramente per farmene uno mio. Sarebbe bello che mi chiamaste solo Carlos Sainz, capirei se fossi un rallysta, ma visto che corro in F.1 non ne vedo il motivo”.

Sainz è ambizioso e lo sottolinea con forza:
“Non mi basta la Toro Rosso, voglio essere campione del mondo, è il mio obiettivo e voglio dare questa gioia a mio padre. So che è una strada lunga e difficile e che servirà tanto lavoro, ma non mi spaventa”. L’unico spagnolo iridato in F1 è Fernando Alonso: “L’ho conosciuto quando avevo 7 anni, mi sembrava un dio, irraggiungibile. Negli anni ha sempre parlato bene di me e gli sarò eternamente grato. Se dovessimo ingaggiare delle battaglie in pista, lo farò con il sorriso sulle labbra e con tutto il rispetto del mondo”. 
Alla presentazione dello spagnolo è intervenuto anche il Team Manager Franz Tost:
Carlos Sainz raggiunge Max Verstappen continuando la tradizione della Toro Rosso di far fare ai giovani piloti della Red Bull Junior Team i loro primi passi in F.1: ho visto i progressi che ha fatto nelle categorie giovanili, e nei test fatti con noi a Silverstone nel 2013 mi ha davvero sorpreso per approccio e velocità”, le parole dell’austriaco.
La Toro Rosso vuole dunque stupire il Mondo nel 2015. Il talento dei due piloti non sarà bilanciato dall’esperienza, entrambi sono dei debuttanti ma il team confida di raggiungere spesso la zona punti e, chissà, magari un risultato a sorpresa, come fu a Monza nel 2008 con Vettel. Naturalmente, spera anche la Red Bull, che conta di avere in casa due futuri fenomeni per aprire un nuovo ciclo vincente.

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