F1 | Intervista a 360° con il nostro Kevin Giovesi
 

 


F1 | Intervista a 360° con il nostro Kevin Giovesi

18 dicembre 2014 – La redazione di F1Sport ha avuto il piacere di intervistare il pilota lombardo Kevin Giovesi, classe ’93, attualmente uno dei giovani talenti di maggior rilievo nel motorsport italiano. A soli 21 anni, conta già molta esperienza in diverse categorie a ruote scoperte, tra cui F3 italiana ed Europea, Gp2 Main Series ed AutoGp. Non solo forte in pista, ma anche diretto e sincero nel rispondere alle nostre domande qui sotto.

Ciao Kevin, la prima domanda che mi viene subito da farti è questa dato che sei un pilota italiano: la situazione dei piloti italiani in F1, si sa, è abbastanza drammatica, secondo te riusciranno a tornare al vertice?

Allora, secondo me la situazione dei piloti italiani in F1 è drammatica non perché manchino talenti in Italia – anzi ce ne sono di più che in altri paesi – ma per la difficile situazione economica che sta attraversando l’Italia stessa. Anche la F1, in un certo senso, è in crisi perché guardando i piloti che stanno arrivando adesso hanno tutti la cosiddetta “valigia”

Quindi, collegandomi alla tua risposta mi viene da chiederti cosa possa fare l’ACI per garantire maggior futuro di affermarsi nel motorsport, ai giovani talenti di casa nostra?

giovesi_bDetto tra noi l’ACI, potrebbe fare molto di più per i giovani italiani che vogliono diventare piloti, non sta investendo abbastanza attualmente, deve essere più presente di quello che è se si vuole rivedere un domani un pilota italiano in F1 o in una categoria motoristica di rilievo. L’ACI dovrebbe prendere spunto a mio parere, da quello che ha fatto e sta facendo la federazione spagnola con il motociclismo, basta guardare quanti campioni sono provenienti dalla Spagna in questi ultimi anni.

Inoltre, secondo te, programmi come il Ferrari Driver Academy possono far crescere un giovane pilota accompagnandolo e supportandolo dalle categorie minori sino alla F1?

Sicuramente la FDA è un programma che può aiutare, sopratutto all’inizio della carriera di un pilota e può dare il giusto supporto nel corso degli anni per l’affermazione dei giovani talenti. A volte, però, puoi essere un gran talento quanto vuoi ma senza il giusto supporto economico nel corso degli anni, la possibilità di approdare in campionati di rilievo o in F1, è molto difficile.

A proposito di F1, tu Kevin sei stato di recente nell’ambito del gruppo Caterham, squadra in profonda crisi allo stato attuale ed a serio rischio presenza per il 2015. Qual è la situazione tua in seno al team?

E’ un po’ una domanda delicata questa… diciamo che da quando è uscita la notizia che la Caterham era in crisi, si è stoppato un po’ tutto. Purtroppo è da Settembre che non vado al simulatore a Norfolk. 

Sappiamo che per fare il pilota si necessita sempre di un duro e costante allenamento fisico. Come si svolge la preparazione atletica di un giovane pilota in prospettiva dell’eventuale grande balzo in F1? Le strutture tecnologiche presenti nei team, sono adeguate oppure i test in pista rappresentano sempre il non-plus-ultra per la crescita di una promessa dell’automobilismo?

Riguardo la preparazione atletica il passaggio non è abissale perché ormai una F1 ha sia il servofreno che il servosterzo quindi l‘unica parte più sollecitata è il collo. Probabilmente la differenza più importante la vedi quando visiti la sede in un team di F1 che è enorme. All’interno è piena di macchinari tecnologici e pc. Comunque per quanto sia utile al giorno d’oggi la tecnologia utilizzando i simulatori odierni, e per quanto all’avanguardia siano, rimango dell’idea che non potranno mai sostituire l’importanza di un test effettuato in un circuito. 

Cambiando discorso Kevin, tu hai avuto il piacere di lavorare per Piercarlo Ghinzani, pilota italiano degli anni ’80 ed attualmente proprietario e team manager di un suo team nelle categorie minori. Potresti darci un breve ritratto del personaggio?

ghinzani1987ptr_87049Penso sia uno dei personaggi migliori che abbia conosciuto, mi sono trovato molto bene con lui. Oltre a fare il team-principal riesce a fare anche l’ingegnere e con la grande esperienza maturata negli anni, prima da pilota e poi da team manager riesce a dare ai piloti una vettura sempre competitiva, a prescindere dallo stile di guida che li caratterizza. 

Tu hai avuto modo di correre sia nella F3 che nella AutoGp. Tra le due categorie qual è quella che risalta di più il talento puro di un pilota?

Sicuramente la F3, perché è una monoposto che devi sfruttare fino all’ultima goccia e poi, avendo tanta aerodinamica e poco motore, non perdona gli sbagli. In AutoGp si ha una potenza di circa 600 cv ed ovviamente puoi contare più sulla potenza del motore piuttosto che sull’aerodinamica.

Hai corso molto in F3, categoria che una volta era una sorta di pietra miliare nella carriera di ogni pilota. Oggi non esiste più, ed è sostituita dalla Formula Abarth, come mai si è arrivati a questo secondo te?

Beh non è che non esiste più, perché il campionato spagnolo c’è ancora e quello europeo pure. Il campionato di F3 italiano l’hanno chiuso, perché semplicemente non sono stati capaci di gestirlo. 

Quindi, come si potrebbe riportare la F3 ai suoi vecchi albori, sopratutto qui in Italia?

Non saprei, in questo momento di grande crisi che l’automobilismo italiano sta vivendo, è difficile dirlo, sicuramente non si dovevano lasciar scappare il campionato che avevano già in mano. Ricordo che nel 2011 alla prima gara, c’erano addiritura più di 30 monoposto al via. 

Tornando a te Kevin, parliamo di futuro, del tuo futuro. I tuoi progetti per il 2015 quali sono? Cosa pensi di fare?

Come tutti gli anni non ne ho idea, sono abituato ormai [ride]. A parte gli scherzi, vedremo quali offerte si presenteranno e poi decideremo il da farsi. 

Beh secondo me, qualcosa bolle già in pentola, ma non lo vuoi dire, giusto?

No, no, giuro, veramente non so cosa farò nel 2015. Recentemente ho fatto un test a Misano con la Porsche Carrera Cup quindi questa potrebbe essere una prima alternativa. L’obiettivo, però, resta quello di correre a ruote scoperte. 

Quindi dalla redazione di F1Sport, non ci resta che darti un grosso in bocca al lupo per il 2015 e ringraziarti per la tua disponibilità!

Crepi il lupo ovviamente, e grazie a tutti voi di F1Sport. 


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Alberto Murador

Ciao a tutti, il mio nome è Alberto e la mia più grande passione sino dall'età di sette anni è stata la F1, ma poi ho cominciato ad appassionarmi di tutto il mondo del motorsport. Tifoso ovviamente della Ferrari, orgoglioso del " made in Italy ".

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