F1 | La Force India potrebbe saltare la gara di Austin

Austin, 2 novembre 2014 – Inizia a serpeggiare un clima di insofferenza tra i piccoli team, che protestano contro la mancanza di equilibrio nella distribuzione degli utili del Campionato tra le scuderie e, dopo diverse dichiarazionui (ta le prime quelle del patron della Caterham Tony Fernandes) qualcuno sta passando ai fatti e questo qualcuno è un team di media classifica come la Force India, che potrebbe adottare un gesto estremo: non correre la gara odierna negli Stati Uniti.

La decisione del team indiano, capitanato da Vijay Mallya, pur godendo di una buona posizione in classifica si è ritrovata a serio rischio di non partecipare al Mondiale di Formula 1 e, come essa, diversi altri piccoli team hanno visto a serio rischio la propria partecipazione per questa stagione. Invece, le grandi scuderie, vuoi per i risultati vuoi per la loro storia, riescono a garantirsi quote rilevanti degli introiti mossi dalla grande macchina mediatico-commerciale che sta dietro Mallya Force India Driver Announcement - London, Englandalla Formula 1.

Una categoria che, rappresentando l’eccellenza della velocità automobilistica a ruote scoperte, ha raggiunto dei costi esorbitanti che sono indirizzati principalmente agli investimenti nella tecnologia e nello sviluppo delle vetture. Costi che vengono coperti dalle sponsorizzazioni e dai ricavati dei diritti televisivi e della vendita dei biglietti, ma che spesso non riescono a essere coperte, soprattutto dai team più piccoli che, nonostante i loro grandi sforzi per sopravvivere, si ritrovano schiacciati dai debiti e sono poi costretti a chiudere i battenti, come dimostrano i recenti casi di Marussia e Caterham.

Da qui nasce la protesta di diversi team minori, di cui la Force india si fa capofila, ma diverse altre squadre sarebbero pronte a seguirla, come Lotus e Sauber (che smentiscono questa eventualità, soprattutto il team elvetico capitanato da Monisha Kalterborn, che ha la possibilità di garantirsi arrivi a punti nelle ultime 3 gare). La sproporzione che lamentano potrebbe essere racchiusa in questo dato: la Ferrari riceve 90 milioni di dollari a stagione per il solo fatto di essere in Formula 1. Questi soldi fanno parte di un bonus più ampio, stimato oltre i 200 milioni di dollari. Oltre a questo, la Scuderia di maranello ha il diritto di veto sui regolamenti.

Questi non sono altro che gli affetti nefasti di una politica iniziata alcuni anni fa che premia e incentiva i team più grandi ad avere posizioni di forza all’in terno della Formula a discapito dei team più piccoli che, oltre ad avere pochi risultati, si ritrovano a essere sottomessi ai team più grandi, che certamente non hanno problemi a sopperire a momenti di difficoltà nè a ricercare sponsor. Il gesto di Mallya (e di tutti i piccoli team) dovrebbe servire a smuovere qualcosa, ma fino a che ai grandi team viene concesso di impadronirsi (anche se non del tutto) della Formula 1, il Circus andrà avanti comunque ma prima o poi finirà per implodere in se stesso.

 


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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