F1 | Hamilton : Back to black and back to the sport

25 Novembre 2014 – L’oscurità di Abu Dhabi è stata lo scenario in cui la perla nera si è laureata campione del mondo per la seconda volta. Una vittoria che mette a tacere chi aveva nutrito qualche dubbio su come Hamilton avrebbe potuto reagire sotto pressione e che mette in chiaro il reale valore espresso dal britannico durante la stagione. Rosberg tradito dalla sua Mercedes esce sì sconfitto dalla contesa mondiale, ma arricchito come pilota e uomo. Bellissime le sue parole alla fine di una gara voluta concludere in pista e non ai box .

 

Lewis-Hamilton-010Bicampione del mondo. Hamilton prima della gara, prima di vincere il suo secondo mondiale era considerato già una superstar della formula1 , uno dei piloti più forti di tutti i tempi. Questa vittoria però mette nero su bianco quello che è il suo valore, quello che è sempre stato il suo valore. Hamilton è un pilota straordinario. Da quando è in Formula 1 ha sempre lottato per vincere, perdendo a causa errori banalissimi risultati che parevano ormai alla sua portata. Ha sempre guidato da stella e ora finalmente, la sua fama è comprovata da 2 titoli mondiali. Soprattutto da un mondiale vinto vincendo la gara . Un mondiale vinto in un modo ben diverso da quel rocambolesco GP di San Paolo 2008 che gli valse il primo titolo. La costanza e il rendimento oltre che la trasformazione del suo stile di guida, da mangia-gomme è diventato quasi maestro nel saperle gestire, sono dimostrate proprio dalle date dei suoi 2 mondiali, 2008 e 2014. In mezzo ci sono 6 anni in cui Lewis si è sempre dimostrato all’altezza al di là delle monoposto che guidava. Soltanto Niki Lauda conta un lasso di tempo più lungo tra un alloro iridato e l’altro. Ecco dov’è la forza di Lewis.

 

Sconfitto a metà. Se è vero che Rosberg esce sconfitto dalla contesa iridata è anche vero che merita l’onore delle armi. Ha tenuto testa ad un avversario velocissimo fino alla fine del campionato e probabilmente contro molti pronostici lo ha battuto nettamente nel numero delle pole position . Un dato che alla domenica non vale più nulla ma che resta emblematico nel valutare la resa in pista di un pilota. Soprattutto Rosberg ha voluto fortemente condurre a fine gara la sua Mercedes in panne  nonostante la squadra ne consigliasse il ritiro onorando fino alla fine la gara e in secondo luogo, permettendo anche a noi di capire quanto valga la componente ERS su queste macchine. Senza i 120 Cv della parte elettrica la sua Mercedes perdeva 3 secondi al giro , passando dalla 2° alla 13° posizione.

 

Ritorno allo sport. Le dichiarazioni del post gara sono state serene e pacate. Rosberg ha dato merito al compagno, rasserenando animi che durate la stagione più volte erano parsi tesi oltre il limtite della convivenza in squadra. Rosberg sà di non aver colto un’opportunità ma sà anche che si trova al posto giusto nel momento giusto, ovvero nella squadra più forte. Sà di aver combattuto ad un livello altissimo con il suo compagno, sà che è stato “un anno della migliore università” per la vita e per il suo essere pilota, sà che il prossimo anno potrà di nuovo lottare per il campionato avendo i numeri per provare a portare il titolo dalla sua parte.

L’immagine a fine gara dell’abbraccio tra i due rivali è un immagine bellissima quanto gli occhi lucidi di Hamilton sul podio durante l’inno inglese. Un immagine più bella di quanto lo sia stata questa formula1, tenuta in vita per tutto l’anno proprio o soltanto dalla loro contesa.


1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna

Lascia un commento