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F1| Storia: Cina 2006 ; L’ultimo trionfo del Kaiser Schumacher

15 aprile 2014 – Ne abbiamo parlato ieri a “Team Radio” la trasmissione condotta da Alberto Saiu e Marco Congiu. Un’edizione del Gp della Cina indimenticabile per molti Ferraristi (e chi in generale ama la Formula 1) è quella del 2006, con la straordinaria vittoria di Micheal Schumacher. La 91esima e ultima del pilota più titolato nella storia della F1. Approfondiamo quel week-end che ha fatto sognare molti all’interno del box Ferrari.

Le Renault si presentavano favoritissime su una pista che a Schumacher aveva portato assai sfortuna nelle due edizioni precedenti. Nel 2004 chiuse dodicesimo, mentre nel 2005 tamponò Albers nel giro di schieramento e, dopo esser partito dalla Pit Lane, la sua gara durò solo 6 giri; ritirandosi per un testacoda.

Nelle qualifiche le Renault dettano legge con Alonso che parte in pole davanti al compagno Fisichella. Schumacher è solo sesto, dietro anche alle due Honda e alla Mclaren di Kimi Raikkonen. Il sabato sera a Shanghai si respira aria pesante. Si sa già che Schumacher a fine anno lascerà la Formula 1 e in Ferrari si respira quasi un’aria di tristezza e malinconia. Non essere stati in grado di dare al campionissimo una macchina per cogliere l’ottavo alloro in carriera pesa e non poco. In Renault, invece, la scaramanzia è d’obbligo, ma la sensazione è quella di avere tutte le carte in regola per bissare la doppietta del 2005.

Domenica 1° ottobre, ci si sveglia e tutto viene rimescolato. Piove. Tutti i dati, le congetture e le previsioni del sabato, subiscono una radicale tagliata. Si sa che le Bridgestone sono migliori delle Michelin sul bagnato, nonostante il grande progresso della casa del Bibendum. Schumacher, poi, se si parla di bagnato non ha bisogno di tante presentazioni.

Al via, le Renault tentanto la fuga con Alonso e il suo scudiero Fisichella a coprirgli le spalle. Da dietro, intanto, Schumacher mantiene la sesta posizione, mentre Raikkonen (galvanizzato dall’ufficialità del suo futuro in rosso arrivata poche settimane prima) si beve prima le Honda poi Fisichella, macinando giri veloci. Peccato che deve alzare bandiera bianca, tradito dall’accelaratore della sua Mclaren Mp4\21.

Dopo un via “tranquillo” Schumacher inizia la sua gara perfetta. Svernicia prima le due Honda poi si lancia all’inseguimento delle Renault, favorito da gomme Bridgestone in gran forma. La rimonta di Schumacher è furiosa. A grandi falcate (di secondi) si porta a ridosso delle Renault in crisi a causa della pista che va via via ad asciugarsi. I pit stop vengono gestiti, come al solito, alla perfezione al muretto Ferrari e dopo una trentina di giri è dietro ad Alonso. Al 31 esimo passaggio, Schumacher brucia Alonso in accelerazione e se ne va. Ora l’obbiettivo è Fisichella davanti a tutti, grazie ad una non proprio perfetta gestione dei pit stop in casa Renault che ha portato Alonso e “Fisico” addirittura ad ostacolarsi.

SchumacherFisicoAl 42esimo passaggio, poi, Schumacher compie il capolavoro. Arriva lanciato sul traguardo con Fisichella che esce dai box di un soffio davanti a lui e si butta nella curva 1, convinto di aver mantenuto la posizione. Schumacher, però, tira fuori una grinta e una verve degna di un giovane alle sue prima stagioni. Senza pensarci su due volte, si butta all’interno nonostante Fisichella, sorpreso da tale manovra, cerchi di chiudere disperatamente la porta. Schumacher non alza il piede e passa il pilota romano della Renault con due ruote sull’erba. Tutti, detrattori del Kaiser compresi, non possono fare altro che applaudire tale manovra.

I restanti quattordici giri, sotto una pioggia che torna a far capolino, sono una passerella per il re e la sua regina. Micheal Schumacher va oltre la leggenda e vince il suo 91esimo Gp in carriera. Grazie a questa vittoria, inoltre, si porta a pari punti con Alonso (116) ma grazie al maggior numero di vittorie (7 a 6) è il leader del mondiale. La rimonta che sembrava impossibile, è stata compiuta.

Sette giorni dopo, arriverà il Giappone e il sogno dell’ottavo titolo sfumerà insieme al motore 056 della 248F1. Schumacher dimostrò a tutti quel giorno che di piede ne aveva davvero, in barba alle voci che lo davano per finito già l’anno prima. 4 anni dopo, tornò in F1 con la Mercedes e proprio su questa pista, nel 2012, avrebbe potuto strappare al compagno Rosberg la vittoria, se un dado mal fissato non lo avesse fermato al primo pit stop. Ora sappiamo tutti dov’è Micheal Schumacher, e rileggere, rivivere, riassaporare le emozioni di quel giorno, ci fanno sperare. Perchè da uno come il Kaiser ogni risultato è sempre possibile.


Luca Sarpero
Luca Sarpero
28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.

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