F1 | Storia : Bahrain 2005, con il cuore verso Roma

4 aprile 2014; 2 aprile 2005 ore 21:37. Papa Giovanni Paolo II, a detta di molti il più grande pontefice del ‘900, si spegne nella sua residenza in Piazza San Pietro. Il giorno dopo si corre il Gran Premio del Bahrain. Cosa ci azzeccano questi 2 fatti? Poco, vero, ma qualcosa si.

Il 3 aprile sarebbe in programma in Gran Premio del Bahrain di Formula 1, valido come 3° prova del mondiale. Le novità arrivano già pochi giorni prima dell’inizio del week end. Juan Pablo Montoya, non sarà presente sullo schieramento di partenza in Bahrain per essersi fratturato una spalla giocando a tennis, anche se si parlerà di caduta in una gara di motocross alla quale non avrebbe dovuto partecipare secondo contratto, e al suo posto viene promossa la terza guida Pedro de la Rosa.

In casa Ferrari, invece, arriva al debutto la nuova e fiammante F2005. La vettura, progettata dall’ingegnere Aldo Costa, sostituisce la F2004M utilizzata nelle prime gare delle stagione e che non aveva particolarmente brillato. Anzi, fu proprio un avvio difficile con la vettura dell’anno prima rinnovata a spingere i tecnici a Maranello a velocizzare e preparare per il Bahrain la F2005 a tempi di record. L’obbiettivo è far dimenticare gli enormi problemi di degrado gomme visti sulla F2004M, aspetto assai controproducente se si pensa che da quell’anno, i pit stop prevedevano solamente un rabbocco di carburante, ma nessun cambio gomme.

Nella serata di sabato arriva la notizia di livello mondiale. Il papa è morto. Come è logico che sia, arriva anche in Bahrain e addirittura qualcuno propone di non correre nessun Gran Premio. Non sarà così, ma la Rai deciderà di non trasmettere il Gp in diretta come segno di lutto. La gara verrà trasmessa in seconda serata e in differita qualche giorno dopo, dando anche un gusto retrò a ricordare gli inizi degli anni ’80 dove le gare venivano, spesso, trasmesse in differita.

Sulla griglia, Alonso con la super-Renault è in pole, ma dietro di lui troviamo Micheal Schumacher. Il debutto della nuova F2005 sembra buono, Schumi si trova bene con la nuova vettura e tutto fa presagire ad un Gran Premio in discesa per la Ferrari. Ma non sarà così.

Al via Alonso e la sua Renault volano ma Schumacher, con la F2005 con musetto nero in segno di lutto, è subito dietro. Il tedesco segue l’asturiano per 11 giri dando a tutti l’impressione di essere tornato quello di un tempo. Poi arriva un lungo, come se la F2005 fosse arrivata troppo veloce alla curva 10. A primo impatto, sembra un errore di poco conto che però cela qualcosa di ben più grave. Sulla Ferrari F2005 di Schumacher si è verificato un problema al cambio, che lo costringerà al ritiro. Il primo dopo 58 gare senza problemi tecnici. Un record. Niente da fare; la Ferrari è ancora ben lontana dall’uscire dalla crisi.

La gara prosegue con Alonso leader indiscusso che cede solo per qualche giro, nel valzer dei pit stop, la testa ad uno strepitoso Trulli. Raikkonen, terzo, insegue i due ma a debita distanza. Dopo 57 giri, Alonso taglia il traguardo della 3° vittoria in carriera, la seconda stagionale e 100esima per la Renault. Possiamo definire, quindi, il Gp del Bahrain come una giornata premonitrice per quello che sarà il 2005: una Renault che insieme ad Alonso sarà imprendibile ed una Ferrari in grave crisi tecnica. Questi due fattori, porteranno al verificarsi di un vero ricambio generazionale, che porterà la Ferrari a chiudere una delle sue peggiori stagioni degli ultimi 20 anni.

Intanto, a Roma, si piangeva e si pregava per il più grande Papa del ‘900. Ma quella è un’altra immensa storia che ha toccato non solo lo sport, ma l’umanità intera.



Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.