F1 | Red Bull e Renault vicini all’addio

02 aprile 2014 – Red Bull e Renault sono ai ferri corti. Il team austriaco pretende netti ed immediati miglioramenti al motorista francese, altrimenti il rapporto di collaborazione potrebbe arrivare presto ad una fine.

Il tutto nasce da una iconica frase detta da Helmut Marko alla rivista tedesca Bild:

“Aspetteremo due o tre mesi al massimo. Se non ci fossero significativi miglioramenti alla power unit, penseremo ad una alternativa per il prossimo futuro!”.

La Red Bull arriva da un inverno disastroso, durante il quale ha veramente girato poco in pista a causa di numerosi problemi di surriscaldamento provocati dai Renault.

E qui una prima analisi: qualche problema di troppo ai Renault li hanno accusati un po’ tutti i clienti dei francesi ma i ripetuti arresti della RB10 possono essere stati causati da difficoltà della vettura stessa a smaltire il calore? Forse si. Come più volte ipotizzato nel corso dei test pre-stagionali, è assai probabile che Adrian Newey, un genio nel cercare le più estreme soluzioni in termini di fluidodinamica, abbia tirato un po’ troppo la corda nel momento sbagliato. La F1 sta venendo fuori, infatti, dalla più grande rivoluzione tecnica della sua storia.

Ad ogni modo non è una sola questione di affidabilità. I francesi, a quanto sembra, sono deficitari di circa 80 cavalli rispetto alla Mercedes, attualmente il propulsore più efficiente in pista. E sono tanti. Se il management Red Bull, però, individuasse nel Renault la principale ed unica causa dei suoi problemi, il passaggio ad un’altra soluzione, a detta di Marko, sarà inevitabile.

Soluzione alternativa, si. Ma quale?

La Red Bull è attualmente il cliente di punta della Renault. Otto titoli mondiali negli ultimi quattro anni, vittorie a ripetizione e partnership consolidata nel tempo. Se il taem di Milton Keynes dovesse scegliere un altro fornitore, su chi potrebbe dirottare? Ferrari? Decisamente no! A Maranello ci sarbebe il serio rischio di veder trionfare un proprio prodotto su una vettura che non è la Ferrari stessa.

Mercedes? Il motorista tedesco dal prossimo anno perderà uno dei suoi team storici, la McLaren, e potrebbe considerare l’ipotesi di avere un altro cliente. Rimarrebbe da capire quanto l’avere come cliente la Red Bull sia una situazione vista di buon occhio a Stoccarda.

Honda? I giapponesi avvieranno una collaborazione tecnica (e non limitata alla sola power unit) molto stretta con la McLaren e ci risulta improbabile, almeno per un primo biennio, che vogliano montare il nuovo propulsore su un’altra vettura di una caratura cosi elevata. Se la Red Bull dovesse risultate vincente e la McLaren no, il rischio per il team di Woking sarebbe troppo alto.

A parte qualche fornitura in extremis – ma non vediamo ulteriori motoristi pronti ad affacciarsi nell’immediato in F1 – rimarrebbe la suggestiva ed ardita ipotesi secondo la quale a Milton Keynes potrebbero cominciare a produrre un motore in completa autonomia. Sarebbe un progetto molto complicato e lo sviluppo sarebbe dovuto già cominciare da un bel pezzo, per arrivare ad inizio 2015 in condizioni decenti ma in Red Bull potrebbero aver gettato le basi per questa nuova impresa nel completo silenzio.

Oppure potrebbe bastare qualche vittoria e il ritorno nella lotta all’iride per far rientrare la crisi ed allentare la tensione tra le due parti. E il tutto potrebbe dissolversi come una bolla di sapone.

FORMULA 1 - Korean GP

Helmut Marko e Sebastian Vettel


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Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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