F1 | Storia: GP Italia 1976, il clamoroso ritorno di Lauda

20 marzo 2014 – Il Gran Premio d’Italia del 1976 vede insolitamente al via 3 vetture schierate dalla Ferrari: accanto a Clay Regazzoni e Carlos Reutemann c’è una novità a sorpresa: Niki Lauda, che ritorna alle gare a soli 42 giorni dal terribile schianto sulla Nordschleife. L’austriaco riprenderà la sua rossa numero 1 per tentare di difenderer il titolo dagli attacchi di James Hunt, che stava recuperando l’enorme svantaggio in classifica.

Niki non si presenta al via con intenzioni particolarmente bellicose, come dirà dopo il primo test a Fiorano a seguito dell’incidente che lo ha visto sfortunato protagonista: “Vado a Monza ma non per vincere. È il mio primo Gran Premio dopo l’incidente del Nürburgring. Per me sarà soltanto un allenamento per quelli successivi, un modo per riacquistare la forma perfetta, lo mi sento pronto al 100 per cento, ma è un mese che non salgo su una vettura di F.1 e non so quale possa essere il mìo rendimento. Oggi tutto è andato bene e non ho avuto problemi particolari. Non sono tanto preoccupato per la guida, quanto per la resistenza allo sforzo fisico”.

Monza sarà una gara piena di colpi di scena già a partire dal venerdì, quando le prime qualifiche saranno rovinate dalla pioggia, che provocheranno diversi testacoda, senza conseguenze. Il miglior tempo sarà fatto segnare da Stuck.

Anche il sabato riserva una incredibile sorpresa: il regolamento sportivo italiano non consentiva l’uso di benzine che superavano i 101 ottani e quindi contrarie al regolamento sportivo italiano dell’epoca. Impazza la polemica perchè tra i team coinvolti ci fu anche la McLaren di James Hunt. L’inglese sarà costretto a partire dasl fondo dello schieramento e i vertici McLaren accuseranno la presenza di tecnici Agip (che equipaggiava la Ferrari) a effettuare il controllo. La conseguenza sarà che molti si ritroveranno senza tempi o con riscontri cronometrici molto altti, essendo quelli delle prove del venerdì (bagnato), che quindi avrebbero tagliato fuori il duo della McLaren per superamento del limite del 110%. Però, i guai di Lunger e Merzario (ripescati) e l’uscita di scena di Stuppacher con la terza Tyrrell (convinto di non essersi qualificato) rimetteranno in pista le due McLaren e la Penske di John Watson.

imagesNelle prime posizioni la sorpresa delle qualifiche è proprio Niki Lauda, che dopo essere giunto diciannovesimo il venerdì sotto la pioggia il sabato si mette dietro i compagni di squadra Reutemann e Regazzoni, piazzandosi al quinto posto, a 7 decimi dal poleman Laffite.

Al via, Scheckter è lesto nel superare il francese e prendere la testa del gruppo, seguiti dopo poche curve da Depailler con la seconda Tyrrell. Lauda verrà imbrigliato nelle retrovie mentre si assiste alla rimonta di Peterson, che approfittando della lotta tutta francese tra Depailler e Laffite all’11. giro si porta in testa alla gara che conserverà sino alla bandiera a scacchi, superando anche Scheckter. E nello stesso giro arriva il primo colpo di scena: si ritira James Hunt, dopo un incidente con Tom Pryce. Lauda sente aria di rimonta e poco dopo entra in zona punti, superando Brambilla. L’effetto Lauda mette le ali anche a Regazzoni, che supera Scheckter, il quale sembra entrare in crisi.

Sulla pista monzese entra in scena nuovamente la variabile pioggia, con i soli Jones e Fittipaldi che entreranno ai box per cambiare le gomme, mentre tutti gli altri rimarranno in pista. Ne approfitterà Scheckter, che grazie all’indecisione di Laffite, lo supererà, salvo poi scambiarsi niovamente le posizioni non appena la pista si asciugherà. Scheckter verrà superato anche da Lauda, che continuerà la sua gara in rimonta. Depailler consente all’austriaco di salire un altro gradino e arrivare così al quarto posto, mentre Regazzoni sale sul secondo gradino del podio.

index2 Peterson, quindi, si aggiudica la gara davanti a Regazzoni e Laffite, consegnando l’ultima vittoria alla March, mentre Lauda diventa l’eroe della gara monzese, in grado di ritornare in pista dopo breve tempo ed effettuare anche una rimonta che, dopo la perdita di posizioni, lo aveva riportato ai piedi del podio, consentendogli di mantenere salda la leadership in classifica mondiale, guadagnando altri punti sul rivale Hunt.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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